Franchi semiautomatico Affinity fucili da caccia - LaDoppietta

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CFRANCHI AFFIBITY CACCIATORE PERFETTO
Testato nelle condizione estremamente difficili della terra scozzese, il semiauto di Franchi, ha rilevato tutto il suo essere "cacciatore".          



Ci sono progetti di fucili che nascono così perché il mercato li richiede, altri invece sono delle piattaforme ibride pensate a metà tra il tiro e la caccia. Con l´Affinity di Franchi i dubbi non esistono; quest´arma è nata per confrontarsi col selvatico in tutte le condizioni come vuole il nuovo slogan "Feels Right".
Questo è ciò che dicevano di lui, l´Affinity, il semiautomatico che ha segnato il nuovo corso di Franchi, fortemente voluto in questa sua filosofia funzionale dal pensare pratico e istintivo del Direttore Bruno Beccaria. E questo abbiamo voluto verificare sul campo, cimentandosi con selvatici quanto mai vari e in condizioni meteo che non è possibile definire "amichevoli".

Scozia, novembre 2015, terra che mantiene le promesse, maltempo imperante era previsto e maltempo è stato. Temperature a picco rispetto all´Italia, piogge insistenti e gelidi venti direttamente serviti dalla Scandinavia. Un cocktail tipico, ci dicono i residenti, che rispondono da par loro con gli scotch whisky.
L´arma utilizzata è l´Affinity MAX 5 Palude, che l´azienda realizza in polimero con ottimo camuflage "canneto"; le condizioni di caccia ce la faranno anche maltrattare e da qui scaturirà anche l´elevato apprezzamento per le sue caratteristiche.
L´alba, anzi molto prima, del primo giorni di caccia ci porta ad un appuntamento con le oche selvatiche, pennuto quanti mai tosto per il fitto piumaggio, la naturale resistenza ai colpi e le dimensioni. Il tiro non avviene a distanze considerevoli, ma le cartucce inglesi ci penalizzano con un piombo n.2 che mi appare un pò "debole" per animali così ben protetti. Lo strozzatore scelto è il tre stelle, adeguato alle distanze di tiro.

Si caccia in condizioni difficili con i piedi a bagno nel gelido fossato, stessi ed immobili sull´argine obliquo, tra i falaschi, faccia rivolta verso il suolo. Solo alla chiamata della guida si scatta in piedi o si cerca di assumere repentinamente una posizione almeno accettabile per sparare. Ma il tutto è proibitivo, piove e fa un freddo cane e la pioggia gelida, divenendo sempre più insistente inizia a penetrare il parka ed invadere la schiena provocando sussulti e brividi ogni volta che succede. In queste condizioni proibitive, affidi le tue speranze all´Affinity, che sta li steso nei falaschi, in mezzo al bagnato che più bagnato non si può. Quando si scatta in piedi per fare fuoco, l´Affinty però ha il piacere di stupirti, andando in mira facilmente e agevolando il puntamento nel cielo buio e fosco, grazie al suo mirino rosso in fibra ottica che ti porta sul bersaglio.

Ti viene su bene in naturale brandeggio; nella sua configurazione con canne da 66 cm non supera i 3 kg e assorbe benissimo grazie alla straordinaria efficacia del suo calciolo ammortizzante TSA-ADV da 22 mm le serie di tre colpi con cartucce pesanti, che il nostro equilibrio instabile ci richiede alle oche. Poi diverremo "meno istintivi" nel tiro mettendo a frutto i consigli della guida che ci chiede di non mirare alla sagoma ma di concentrarci sulla testa. In queste condizioni nelle quali i guanti bagnati e l´insistente rigido hanno limitato progressivamente la funzionalità delle mani sino ad irrigidire il dito indice, che trova comunque sempre il grilletto senza la minima difficoltà, l´Affinity, usato poi anche come un bastone per aiutarci a muoverci nel folto del viscido fossato, ha sempre dimostrato grande facilità di utilizzo, non penalizzando mai l´impugnatura ed anzi sparando con disinvoltura addirittura munizioni cadute al suolo nel fradicio più completo. Mai un problema di riarmo che era pur lecito aspettarsi in quelle nefaste condizioni ambientali.
Stiepiditi a dovere col classico the britannico, il primo pomeriggio ci impegna in una caccia mista scozzese a fagiani, lepri, beccacce e beccaccini. La pioggia è sparita ma è rimasto il suolo inzuppato ed il vento aumentato di intensità sferza il volto rendendo difficoltoso individuare il frullo dei selvatici. Prova diversa da quella del mattino per l´Affinity, ma ugualmente significativa. Ben presto il cammino si fa faticoso e si iniziano ad apprezzare due doti di questo semiauto, fondamentali per chi ad ogni passo sente montare la fatica.

La leggerezza che da sollievo alle braccia e il perfetto bilanciamento che permette un´ottima impugnatura e ti far sembrare l´arma ancora più leggera oltre che aiutare notevolmente il tiratore, quando come nel caso nostro, il corpo è ricoperto da copiosi strati di abbigliamento tecnico. I tiri risultano agevoli e puliti considerando che questa è la prima volta che prendiamo in mano l´arma ed è in configurazione di piega standard mentre la mia abituale è molto piegata. Ma ciò nonostante l´adattamento è naturale ed immediato ed anche il tiro istintivo, riesce agevole.
Il secondo giorno di caccia è l´ambita battuta alla grouse che qui sono numerosissime ed alla lepre bianca la cui consistenza è solo di poco inferiore. Giornata non piovosa ma freddissima e ventosa e l´ascesa in montagna che da lontano appariva agevole, non lo è affatto. La fittissima erica costringe ti ad alzare le gambe in maniera innaturale e passo dopo passo il cammino, salita o discesa che sia, è sempre più difficoltoso. Di nuovo apprezzi leggerezza e bilanciamento che agevola le braccia (per due giorni non ho mai utilizzato la cinghia).

La grouse ci crea una nuova importante difficoltà. Frullano sempre a grande distanza pensare di sparar loro una serie di colpi aggiustando la mira è pura fantascienza. Con un fucile con canna da 66 cm pur avendo inserito lo strozzatore ad una stella, hai praticamente un solo colpo a disposizione e lo devi mettere nel posto giusto. Qui torna fondamentale la naturale ed immediata salita alla spalla dell´Affinity, che va in mira perfetta e consente il colpo repentino. Le cartucce sono anche qui toste ma la spalla non ne soffre per il buon lavoro del calciolo, perché si spara di continuo essendo le grouse, ma anche le lepri, presenti in gran numero. A fine giornata si corona il maltrattamento dell´Affinity, utilizzato come arma da caccia ma anche come appoggio, come bastone da montagna e come leva.
Mai ha dato cenni di quell´odioso fenomeno che è l´inceppamento e ha sempre fatto il suo dovere, risultando in naturale sintonia con cacciatori che per altezza, corporatura e postura di tiro non avevano nulla in comune.
Test di caccia affascinante e probante superato brillantemente da questo semiauto di Franchi di cui molti appassionati già dicevano un gran bene. Ed io sottoscrivo in pieno.
Riccardo Ceccarelli
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