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SI AVVICINA L'APERTURA DELLA CACCIA .... ALLENIAMOLO BENE

Si avvicina il tempo della caccia, prossimo è l’inizio dell’allenamento dei nostri ausiliari che scalpitano dopo lunghi mesi di riposo forzato; talvolta, fortunati, in ampi giardini, più spesso in recinti limitati che “rallentano” anche i soggetti più nevrili.

Il sole estivo che flagella la campagna fiacca anche gli spiriti impetuosi e quel qualche chilo di troppo non appesantisce solamente noi umani, ma anche i nostri amati compagni di caccia. E’ per questi motivi che l’avvicinamento a delle performance ottimali, rappresentate da velocità e resistenza, deve essere effettuato sui nostri cani in maniera estremamente graduale, tenendo sempre in rilevante considerazione che, nonostante la loro entusiastica partecipazione, ne vanno rispettati i tempi di recupero, i fabbisogni energetici e idrici aumentati, l’età talvolta avanzata.

Naturalmente, ogni singolo cacciatore terrà conto del tipo di attività venatoria cui il proprio ausiliare sarà destinato, proponendo un graduale allenamento diversificato in relazione al tempo e quantitativo energetico richiesto ai muscoli, alla spesa di lavoro del cuore e dei polmoni per cani da gara o da prova. Infatti, mentre nella gara, che non dura più di 15-20 minuti, al cane è richiesta particolare velocità, senza fondo, nella prova, dopo un primo sforzo, non eccessivamente intenso, il lavoro si protrae molto a lungo, richiedendo al cane notevole resistenza, con aumento della frequenza cardiaca e della ventilazione polmonare.

A prescindere da queste importanti considerazioni, è sempre necessario ricordarsi delle regole generali per preparare gradualmente il cane alla prossima stagione venatoria.

Consigliabile, almeno inizialmente, è condurre i cani in allenamento nelle prime ore del giorno, quando le temperature, ancora non proibitive, permettono loro di muoversi relativamente a lungo senza rischio di surriscaldarsi, potendo raffreddarsi e mantenere una temperatura corporea adeguata ventilando, tramite naso e bocca, l’aria fresca mattutina. Ricordiamoci sempre che i cani non sudano come noi e il rischio del colpo di calore è sempre in agguato!

Per lo stesso motivo, è assolutamente importante mettere a disposizione del cane in allenamento dell’acqua fresca a cui poter attingere, per evitare la disidratazione che l’eccessiva salivazione potrebbe determinare. Perciò freniamo il nostro egoismo ed almeno nei primi giorni di allenamento frequentiamo zone ove ci sono laghetti o corsi d´acqua anche nel caso in cui non ci sia troppa selvaggina.

Ricordiamoci che l’entusiasmo dell’esperienza, o la curiosità del nuovo, spingono cani anziani e cuccioli ad andare ben oltre i propri limiti fisici, per cui dovremmo sempre essere noi a limitare la durata delle loro uscite, che dovranno essere frequenti ma brevi.

L’animale anziano purtroppo talvolta declina repentinamente e, dall’anno precedente, potrebbe aver presentato deficit visivi, auditivi o motori da tenere in considerazione nella scelta del terreno per l’allenamento, delle sue asperità e della sua vastità
.
Cuccioletti di ancora 4-5 mesi non possono essere sottoposti a stress fisici della stessa durata degli adulti, pena il rischio di traumatismi ortopedici poi difficilmente risolvibili. Per questo non è consigliabile condurli con soggetti maturi in allenamento, perché finirebbero col correre dietro a questi a perdifiato, rischiando di non riuscire a sostenerne lo sforzo deleterio.

Basilare è poi la considerazione che una buona performance non si ottiene mai in tempi brevi, ma rispettando un carico di allenamento crescente, dove la durata per l’ottenimento dei risultati è sempre strettamente collegata col singolo soggetto.

Nel corso dell’allenamento, infatti, l’aumento del tempo e dell’intensità dello sforzo deve essere assolutamente graduale, senza mai superare i limiti fisiologici del cane. Quello che in pratica può essere fatto è, ad esempio, aumentare volta per volta la durata dell’esercizio, l’intensità dell’esercizio, lo spazio percorso per l’esercizio. Perché vi sia un miglioramento, ogni volta, ma con coscienza, il carico di lavoro dovrà essere leggermente superiore al precedente.

L’allenamento deve poi essere il più regolare possibile, per non perdere i livelli raggiunti. Soggettivamente, durante la settimana, al cane si concederà il necessario recupero, senza però che questo sia eccessivamente lungo per non ridurre la performance.

Può anche essere utile, al fine di permettere all’animale di ripristinare le proprie riserve energetiche muscolari, alternare di volta in volta, se non addirittura durante la stessa seduta di allenamento, la richiesta di un lavoro di resistenza, di velocità o di potenza.
Generalmente si consiglia, in questo secondo caso, di iniziare l’attività del cane richiedendogli potenza e velocità, quando ancora si trova in una condizione psicofisica riposata, in seguito stimlandone soprattutto la resistenza.

E’ indubbio che, accanto ai consigli dati, sarà la buona coscienza del cacciatore, unita, generalmente ad una certa dose d’esperienza, ad essere la migliore consigliera per ottenere dal nostro animale idonee prestazioni, nel rispetto profondo delle sue necessità.


Sara Ceccarelli


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