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 Balistica Venatoria >> Temperatura ed umidità (parte seconda)
 

Temperatura ed umidità - Fattori che influenzano il rendimento delle polveri da caccia

 

Per ciò che concerne le variazioni giornaliere della temperatura l'effetto sull'efficacia della polvere da sparo è assolutamente trascurabile. La stessa valutazione è vera anche per le variazioni di umidità che si verificano durante giornata: ricordiamo che la polvere da sparo sta all'interno del bossolo che può essere di cartone o di plastica ma comunque in ambiente protetto e non bastano poche ore per far variare il contenuto di umidità della polvere.

Le conclusioni sono quindi che le sensibili variazioni di rendimento delle cartucce esulano dalla temperatura ed umidità dell'aria ma possono variare invece per altri elementi:

  • fattori legati alla balistica esterna;

  • condizioni fisiche e mentali del cacciatore (esempio dopo una corsa per stare dietro al cane in guidata o per raggiungere velocemente la posta).

Si possono però verificare durante l'arco della giornata delle situazioni che abitualmente sfuggono alla nostra attenzione ma che possono risultare determinanti per i fenomeni di variazione dell'efficienza della polvere. Alcuni esempi possono essere i seguenti:

  • cartucce lasciate al ghiaccio dentro la cacciatora nel capanno;

  • cartucce esposte per ore alla luce cocente del sole (cosa che si verifica anche nella cartucciera);

  • cartucce lasciate per ore nell'auto parcheggiata al sole cocente;

  • cartucce lasciate vicino ad alcune fonti di calore quali termosifoni, stufe, canne fumarie;

  • cartucce inserite nella camera di scoppio surriscaldata da una elevata sequenza di colpi;

  • cartucce inumidite dalla esposizione alla nebbia o colpite dalla pioggia

In queste condizioni "estreme", ma che molto spesso si verificano, anche se noi le sottovalutiamo, le cartucce possono variare le loro prestazioni.

Dalle precedenti valutazioni si evince che un cacciatore che la mattina esce di casa con la sua normale e affezionata dotazione di cartucce non subisce spiacevoli situazioni a meno che non abbia l'accortezza di proteggere le stesse dalla pioggia o dalla forte radiazione solare.

Se però prendiamo in considerazione un arco temporale più ampio, quindi la giornata venatoria, ma l'intera stagione, fattori come l'umidità e la temperatura possono avere un effetto valutabile in termini di efficienza delle cartucce e quindi della polvere da sparo. In Italia dall'epoca dell'apertura (prime settimane di settembre) al pieno inverno (fine gennaio) ci possono essere escursioni di 35-38 gradi di temperatura.

Se tecnicamente andiamo a valutare le prestazioni delle polveri a -5°C o + 32°C sono assolutamente diverse. Non tutte le polveri reagiscono analogamente a tali differenze di temperature ma è assodato che particolarmente quelle a doppia base classiche (D.N., D.N. punto nero, NIKE, SIPE, S.4., ecc.) ovvero le balistiti subiscono effetti evidenti di variazione delle prestazioni.

Per contro è utile sapere che le polveri alla nitrocellulosa pura gelatinizzata (Anigrina lamellare, C7 Perfecta, 205, F2, GP, JK6, M.B., M.B. 209, Rottweil, SIDNA, Universal) sono meno sensibili alle variazioni termiche.

Le polveri a doppia base perfezionate (Ball Powders) hanno caratteristiche simili alle balistiti ossia subiscono evidenti variazioni prestazionali.

Le polveri granulari non gelatinizzate hanno anch'esse elevata variabilità nei confronti delle variazioni di temperatura (Acapnia, Randite).

Quali sono i metodi migliori per evitare che le variazioni di temperatura intervengano sulle prestazioni delle polveri.

Si può intervenire in due modi:

  • o sulla potenza degli inneschi

  • o sulla dose delle polvere nella cartuccia.

In altre parole a parità della quantità di polvere in estate l'innesco dovrebbe essere meno potente e in inverno più potente.

Nel caso in cui si volesse intervenire sulla quantità di polvere, verificato che l'innesco sia di potenza adeguata, si può aumentare leggermente per l'inverno la dose della polvere.

La protezione delle cartucce nell'attività venatoria ha comunque la sua importanza; perciò è opportuno che la cartucciera stia sotto il giaccone invernale o il giacchetto estivo.

Per ciò che concerne l'umidità la possiamo prendere in considerazione solo se analizziamo il fenomeno di una lunga esposizione delle polveri.

Le polveri granulari non gelatinizzate sono quelle che per la loro igroscopicità tendono a subire le maggiori influenze (Acapnia, Randite).

Per contro le polveri alla nitrocellulosa gelatinizzata (Anigrina lamellare, C7 Perfecta, 205, F2, GP, JK6, M.B., M.B. 209, Rottweil, SIDNA, Universal) subiscono effetti molto limitati. Le più resistenti in assoluto alle variazioni di umidità sono comunque quelle a doppia base (D.N., D.N. punto nero, NIKE, SIPE, S.4., ecc.).

Le variazioni innegabili che nell'arco di una stagione si verificano in temperatura e umidità possono provocare un pur minimo abbattimento dell'efficacia delle polveri da sparo; in tal senso l'utilizzo di bossoli di plastica può ridurre al minimo al fenomeno.

In particolare mentre per le temperature possono bastare poche ore di esposizione per alterare le potenzialità delle polveri per l'umidità il processo temporale è molto più lungo a meno che le cartucce non vengano immerse in acqua.

Dopo tutte le belle valutazioni che abbiamo fatto affermiamo comunque che le cartucce che i cacciatori amano chiamare "originali" sono efficaci sia d'estate che d'inverno. Generalmente esse hanno un caricamento di tipo "invernale", che garantisce loro adeguata energia e che le fa risultare in estate un tantino spinte.

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