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Densità di caricamento delle cartucce da caccia
I fattori che vanno ad influire sul rendimento delle polveri da sparo ad uso venatorio sono molti. Un primo aspetto da considerare sono sicuramente le condizioni atmosferiche
alle quali generalmente i cacciatori rivolgono le maggiori attenzioni. La maggior parte degli stessi esprimono valutazioni rispetto alle condizioni atmosferiche abbastanza limitanti e legate alla combustione della
polvere.
Si definisce "Densità
di caricamento" il rapporto
tra il peso della polvere e il volume dello spazio nella quale è
contenuta. Questo è un parametro che influenza notevolmente il
rendimento della polvere.
Quando la densità di caricamento è elevata (ossia come direbbero i cacciatori, la polvere è molto pressata)
agisce come un potenziamento della carica di innesco, aumenta la pressione (in maniera a volte estremamente seria) e aumenta la velocità della carica.
Quando la densità di caricamento è ridotta, ossia quando la polvere è poco o per nulla pressata, si verifica un abbassamento della curva di pressione, con velocità ridotta della carica e il pericoloso "fuoco lungo".
La pressione più opportuna è quella che si definisce di "sicuro contatto" e corrisponde tecnicamente a 3-4 kg. A questa caratteristica corrispondono la maggior parte delle
singole o doppie basi di tipo tendenzialmente progressivo. Le polveri vivaci hanno invece bisogno del cartoncino a contatto della polvere ma assolutamente non pressato. Tra queste tutte le granulari.
Resta da considerare che anche una stessa polvere può avere variabili di densità: spesso nel bossolo di cartone sono richieste densità di caricamento inferiori rispetto al bossolo di plastica.
Il petardetto
Tanti cacciatori, soprattutto in passato, quando le informazioni erano tramandate di padre in figlio e frutto di esperienze e di scarsi dati tecnico-sperimentali, avevano la cattiva abitudine di innescare la polvere con una piccola quantità di altra polvere posta sopra l'innesco. generalmente per questo utilizzo si utilizzava una balistite. Questa pratica era conosciuta come "petardetto".
A tal proposito ricordo che mio padre, discreto caricatore di cartucce per uccelletti, mi diceva sempre che lui caricava le cartucce
pesanti di D.N. con l'innesco di un pizzico di SIPE (capite un pizzico).
Questa pratica oltre che rischiosa da un punto di vista dell'esplondenza (con raggiungimento di elevate pressioni) comporta la realizzazione di cartucce di bassa efficacia con rosate molto inferiori a cartucce caricate normalmente.
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