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 Gestione Ambientale e delle popolazioni >>> Catturare la lepre
 
 

L'attività di cattura delle lepri è un'operazione tutt'altro che facile e che non si può prendere alla leggera in nessuna delle sue fasi data la sospettosità dei lagomorfi e il rischio di danneggiarli fisicamente durante la manipolazione. Occorre perciò gente di provata esperienza affiancando la quale i giovani possono imparare tutti i segreti di una corretta pratica.

Da quando l'applicazione della 157/92 è entrata a pieno regime sul territorio nazionale si sono iniziati a vedere i risultati relativamente ad una buona presenza di esemplari della specie lepre.

Questo nuovo elemento ha innescato un nuovo scenario nel quale, da una parte si sono potute ridurre le importazioni delle lepri dall'estero con tutti i benefici che possiamo immaginare e dall'altro ha chiamato amministratori e soprattutto i cacciatori a nuove assunzioni di responsabilità. Le lepri di cattura locale sono indubbiamente un grande patrimonio biologico essendo animali assolutamente acclimatati all'ambiente che hanno capacità di adattamento adeguate per ambienti simili sia come clima che come supporto trofico e protettivo.

 

E' comunque importante considerare che le lepri immesse nel territorio possono essere soggette a mortalità poiché possono trovarsi immesse in ambiente già popolato da altre lepre che essendo residente si sono già accaparrate le aree migliori sia sotto l'spetto trofico che protettivo.

le catture delle lepri

L'attività di cattura in un'area protetta prevede una propedeutica analisi della consistenza della popolazione delle lepre da realizzarsi attraverso opportuni censimenti.

Un elevato numero di capi catturati in un territorio, oltre il corretto numero per un razionale prelievo, può ingenerare una diminuzione della produttività della zona.

Individuata la zona ove il numero delle lepri ha una sufficiente consistenza, occorre studiare il fronte di battuta considerando la conformazione del territorio e le potenziali direttrici di fuga dei lagomorfi. Il fronte di battuta avrà la peculiarità di spingere glia animali in fuga verso le reti.

 

 

 

 

 

La linea dei battitori procede dal basso verso l'alto per l'ipotesi teorica che le lepri messe in fuga possano preferire la corsa in salita per mettersi al sicuro.

Il numero dei battitori è un elemento critico, poiché troppo spesso la partecipazione alle battute è ridotta e questo elemento fa si che l'efficacia delle stesse non sia elevata. Ovviamente il numero dei battitori deve essere elevato, e questo anche in relazione al terreno; ove maggiori sono gli ostacoli naturali come nell'alta collina ed in montagna e le relative vie di fuga "non obbligate" della lepre sono numerose occorre un congruo numero di battitori.

In alcune aree i battitori sono accompagnati dai loro cani da caccia e questo elemento risulta essere positivo la dove gli stessi siano da ferma e soprattutto siano soggetti ben addestrati e sotto il controllo completo dei conduttori.

Questo fattore è importante, il rito delle catture non è una fiera della passione sfrenata ma tutto deve essere effettuato nel rispetto, in primis di quel magnifico animale che è la lepre, che dal momento che cadrà nella rete entrerà in elevata condizione di stress che per nessun motivo devono essere amplificate, dallo scorretto comportamento di battitori e cani.

Il fronte delle reti dovrà essere ad una distanza dall'inizio della linea dei battitori non superiore ai 600-700 metri, poiché le lepri, soprattutto se alzate nei primi metri, dopo aver corso per qualche altro centinaio in linea retta per mettere tra loro e i battitori una ragionevole distanza tendono ad aggirare il fronte degli uomini per riguadagnare le abituali rimesse.

 
  1. Linea delle reti

  2. Lepre nella rete, appena raggiunta dal personale per liberarla

  3. Lepre per le catture "caricata"

Una volta cadute nelle reti, le lepri devono essere rimosse con particolare cura e mai da un solo operatore poiché il lagomorfo, animale fisicamente molto tonico e robusto, scalcia e si dimena intrecciandosi ancora di più rischiando la cosa più grave: di soffocarsi con le maglia della rete.

Per cui è assolutamente necessario, essere minimo in due a rimuovere la lepre e farlo con estrema sollecitudine.

Le lepri catturate vanno riposte in delle cassette di legno e riliberate il prima possibile (ovviamente nell'ambito della stessa giornata) in ambiente ottimale sia per il supporto trofico che protettivo.

La manipolazione degli animali deve essere effettuata con sapienza ma decisione, considerando che i due rischi fisici maggiori per la lepre sono relativi alla spina dorsale ed alle zampe posteriori. Perciò il trasporto dalla rete alla cassetta va effettuato tenendole a testa in giù ben salde (perché danno dei violenti calci) per le zampe posteriori (fig. A)

Il periodo nel quale si devono effettuare le catture per le lepri a scopo di ripopolamento, sono i primi di gennaio poiché già da verso la metà di febbraio le femmine sono pronte a partorire. Catture effettuate in quel periodo significa aborto quasi sicuro per le cause di stress.

 
 
 
 

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