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 Veterinaria >> Leptospirosi

D.SSA  SARA CECCARELLI

MEDICO VETERINARIO

LA LEPTOSPIROSI

 

la leptosirosi nei cani da caccia

La leptospirosi è una patologia contagiosa che colpisce sia gli animali che l'uomo.

E' una tipologia che anche se fortemente contrastata dall'utilizzo consueto dei vaccini è ancora molto diffusa soprattutto in periodi critici dell'anno.

La leptospirosi è provocata da un germe, la leptospira: per ciò che concerne i cani, tra i quali ovviamente quelli da caccia, le due specie attive sono la leptorspira icterohemorrhagiae e leptospira canicola.

Gli agenti scatenanti della leptospirosi hanno una elevato livello di distruggibilità, essendo sensibili ad agenti fisici e chimici: la sopravvivenza delle leptospire al fuori dell'organismo animale si realizza solo a condizione che la temperatura non vada sotto i 25° e che l'ambiente sia umido.

Infatti, ambienti asciutti, l'esposizione alla luce solare, disinfettanti di basso impatto e gli stessi normali saponi sono in grado di eliminare il pericolo.

Però quando le condizioni sono ottimali, tipo acque di fogna o stagnanti che mantengono stabili le temperature, le leptospire possono mantenersi attive per mesi; questo è più frequente nelle acque di fogna che mantenendo le suddette condizioni sono anche protette dalla luce solare.

Per realizzare il proprio ciclo vitale l'agente responsabile della leptospirosi necessita della presenza di un animale, che generalmente è un dei portatore sano (roditori, ratti, topi) e che può trasmettere le leptospire ai nostri cani da caccia.

Nel cane la leptospirosi del tipo icterohemorrhagiae, si manifesta con elevato innalzamento della temperatura corporea, vomiti, disappetenza, urinazione sanguinolenta. A seguito di questa fase la leptospirosi continua la sua attività sull'organismo del cane attaccando vari organi ma in particolare le reni, con nefriti che possono anche provocare insufficienza renale. Le mucose divengono di un forte colore giallo e questa fase purtroppo non è superata dal 75% dei cani affetti che sia avviano alla morte.

La leptospira canicola, analogamente colpisce il rene del cane che può indurre anche una fase di ittero.

L'identificazione della leptospirosi si effettua con esame clinico di urine e sangue. Le leptospire appaiono nelle urine a distanza di due o tre settimane e questa fase è critica per la trasmissione della patologia a causa dei tipici leccamenti di genitali o urine da parte di altri cani, soprattutto maschi, che hanno tale tipico comportamento.

L'attività terapica si basa sull'utilizzo di antibiotici, ma essi sono efficaci solo nella fase iniziale della malattia e non è detto che il veterinario abbia la possibilità di effettuare una diagnosi in questa fase.

Superata questa fase l'attività terapica verte verso il supporto agli organi colpiti, cercando di supportare gli squilibri e le perdite di liquidi.

Nonostante gli sforzi clinici per la leptospirosi può far sopraggiungere la fine dell'animale causata da elevata compromissione degli organi epatici.

I cani da caccia che hanno contratto la malattia e si sono comunque salvati vedono compromessa la loro attività fisica perciò vanno messi rigorosamente a riposo terminando di fatto il loro utilizzo venatorio.

L'intervento più efficace di contrasto della leptospirosi è la la profilassi: questa si effettua con la vaccinazione, ripetuta periodicamente secondo le indicazioni del veterinario. Il richiamo è annuale.

Il cacciatore può comunque fare di più, curando l'igiene dell'ambiente nel quale vive il cane, contrastando con appositi prodotti la presenza di ratti e topi. Perciò occorre porre attenzione a limitare la presenza di residui di cibo e effettuare in maniera approfondita la pulizia delle cucce, eliminandone in particolar modo urine ed umidità.

 

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