La magia della caccia: i cacciatori, i cani, la selvaggina, i fucili, le cartucce
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dei cacciatori |
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Ogni
anno le Amministrazioni competenti autorizzano
l'immissione nel territorio di un elevato numero di
soggetti appartenenti ad alcune specie di fauna
selvatica:
starna,
lepre,
fagiano,
pernice rossa.
In
queste operazioni i galliformi fanno la parte del leone
e molto spesso fagiani, starne, pernici rosse provengono
non da catture in territorio protetto ma da allevamenti.
Questi
soggetti possono a volte presentare delle problematiche
che vanno analizzare per meglio conoscere e trovare
opportuni correttivi di allevamento e di utilizzo degli
stessi.
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capacità di
volo approssimative |
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tendenza a
correre anziché volare |
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scarsa distanza
di fuga ed eccessiva confidenza con l'uomo |
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tendenza all'erratismo |
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tendenza
all'eccessivo richiamarsi |
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perdita
dell'aggressività e dell'istinto selvatico |
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incapacità di
riconoscimento del cibo |
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organi
digestivi non opportunamente dimensionati |
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caratteristiche
quali-quantitative delle penne (impennamento) |
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scarso istinto
alla cova e non predisposizione dei nidi |
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precauzioni
contro la predazione |
Capacità di volo approssimative
Tutti i
galliformi, perciò sia fagiani, che starne e pernici
rosse, hanno come caratteristica intrinseca quella di
essere uccelli "involatori", dotati cioè di volo con
decollo brusco e molto energico. Animali nati e
cresciuti in cattività possono avere perso questa
caratteristica sia per tipologia comportamentale sia
limitazioni fisiche.
La più
logica tra le spiegazioni possibili è di ordine
genetico: soggetti la cui genealogia si è sviluppata nel
tempo con generazioni in cattività possono provenire,
con buona probabilità, da ceppi di riproduttori nati
ogni anno nella fase centrale della schiusa
stagionale, e selezionati per criteri generalmente
estetici riguardanti la buona conformazione della massa
corporea.
Questa
tendenza (che ha soddisfatto per anni il gusto estetico
del cacciatore) ha a volte compromesso l'unico efficace
comportamento anti-predatorio di
starna,
fagiano,
e
pernice rossa: il volo potente e veloce che porta verso
la salvezza. La sua scarsa efficienza può compromettere
i livelli numerici delle popolazioni rilasciate negli
habitat naturali.
Nell'accertamento delle suddette problematiche numerosi
e studi hanno evidenziato tre problematiche
significative:
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riduzione
del carico alare: i soggetti possono
andare incontro a riduzioni del carico alare
ossia alla (che fornisce lo strumento meccanico
al decollo e al volo). |
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carico alare = peso corporeo (Newton) /
superficie alare (mq) |
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Studi
approfonditi hanno permesso di analizzare che a volte i
fagiani allevati hanno angoli e velocità di involo
inferiori ai fagiani selvatici.
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peso medio
elevato: i soggetti allevati possono
presentare un eccessivo peso medio che si
riflette negativamente sulle capacità di decollo |
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eccessiva
presenza di massa grassa: i soggetti di
allevamento possono presentare una eccessiva %
di massa grassa rispetto al peso corporeo. Ciò è
deleterio dato il selvatico è un atleta alla
stessa stregua del quattrocentista dell'atletica
leggera. In entrambi i soggetti la massa grassa
eccessiva è di impedimento alle proprie
performance. |
Come
affermato in studi specifici dell'Office National de la
Chasse de France allevamenti le cui voliere di
finissaggio abbiano spazio insufficiente possono essere
una delle cause principali delle suddette problematiche.
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Consigli per gli acquisti |
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Verificare che
l'allevamento da cui si intende acquistare la
selvaggina non punti troppo sulla pesantezza dei
soggetti e che le capacità generali di volo
(angolo, di involo, velocità di involo, planata)
siano soddisfacenti.
A tal proposito è
importante accertarsi che le voliere di
finissaggio abbiano dimensioni sufficienti per
permettere, soprattutto nel caso dei fagiani, lo
sviluppo delle caratteristiche intrinseche di
volo della specie.
N.B. Ricordiamo
che il fagiano presenta una tipologia di volo
suddivisa in due fasi:"colonna" che serve
all'animale per raggiungere la quota di crociera
(tipicamente 8/10 metri) e "planata" che si
esaurisce in qualche centinaio di metri. Le
voliere di finissaggio dovrebbero avere
caratteristiche che permettono al fagiano (anche
in condizioni ridotte) di simulare questa sua
caratteristica di fuga. |
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Tendenza a correre anziché volare
In
assenza di ostacoli presenti nelle voliere i
fagiani e
gli altri galliformi si abituano a scegliere quale
strumento di fuga (e meccanismo antipredatorio) la corsa
di pedina anziché volare. Questo comportamento non è
corretto poiché compromette le capacità di sopravvivenza
in natura, ponendo il fagiano sullo stesso terreno della
volpe o del cane rinselvatichito.
Oltre a
ciò la fuga di pedina permette ai
fagiani di sviluppare
un atteggiamento gregario di corsa lungo la rete di
recinzione della voliera non abituandoli a separarsi dai
compagni di fuga.
Se le
voliere sono spoglie e non ostacolano la corsa dei
fagiani questo comportamento deleterio può divenire
predominante.
Un
ulteriore potenziamento della capacità anti-predatoria
può essere permesso sviluppando le capacità di
"imbrocco" serale dei
fagiani attraverso la
predisposizione di appositi palchetti.
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Consigli per gli acquisti |
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Verificare che
l'allevamento nel quale si intende acquistare la
selvaggina sia dotato di voliere di finissaggio
con notevole presenza di ostacoli (barriere di
vari materiali) che costringono i fagiani in
allarme a volare come alternativa ad una
impossibile pedina.
Inoltre sono da
preferire allevamenti le cui voliere di
finissaggio siano ampiamente dotate di strutture
(palchetti) ove i fagiani possano esercitare e
fissare nel loro comportamento istintivo
l'imbrocco serale. |
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Scarsa distanza di fuga ed eccessiva confidenza con
l'uomo
Questo
deleterio comportamento è la conseguenza
dell'instaurarsi di un imprinting troppo precoce dei
selvatici nei confronti dell'uomo. E' inoltre probabile
che tale comportamento si vada rafforzando nel corso
della vita dell'animale nei confronti degli uomini che
svolgono le normali attività di gestione degli
allevamenti.
Occorre
perciò mettere in atto una serie di "precauzioni" volte
a ridurre questa problematica che una volta immessi i
selvatici nel territorio potrebbe rivelarsi fatale per
la sopravvivenza.
Si
ritiene che ai piccoli galliformi con pochi giorni di
vita debba essere inibita la vista dell'uomo (si arriva
a suggerire agli operatori di vestirsi con poncho per
rendere irriconoscibile la sagoma umana) poiché questa è
la fase più critica per l'imprinting. In tal senso hanno
avuto molto successo in passato allevamenti seminaturali
con gallinelle (oggi ovviamente improponibili per in
costi).
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Consigli per gli acquisti |
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Al di la
dell'allevamento con balia (gallinella), oggi
economicamente improponibile, occorre verificare
che le aziende dalle quali sin intende
acquistare i galliformi abbiano messo in pratica
tutta una serie di precauzioni volte a ridurre
al minimo il contatto visivo tra gli animali e
l'uomo. |
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Tendenza all'erratismo
I
galliformi di allevamento immessi in ambienti naturali
manifestano una caratteristica tendenza ad errare sul
territorio. Si ritiene che questo comportamento sia
generato da una serie di concause:
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disturbo da parte
delle attività agricole e non dell'uomo |
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competizione da
parte di altre specie |
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assenza di legami
forti con il territorio derivanti dall'uso
consolidato di siti di alimentazione, di alberi
per l'imbrocco, di elementi del paesaggio
conferenti abituale copertura visiva alla
selvaggina |
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mancanza di acqua
e cibo che costringono la selvaggina a
spostarsi. Lo spostamento generalmente risulta
definitivo mancando nella selvaggina allevata
solidi legami territoriali presenti invece nella
fauna selvatica autoctona. |
Tra i
galliformi sono le
starne di allevamento a presentare in
maniera particolare questa caratteristica.
Tendenza all'eccessivo richiamarsi
Questa
caratteristica è in particolare tipica della starna ma è
ben rilevabile comunque anche nella pernice rossa.
L'abitudine a vivere a stretto contatto nelle voliere
porta questi galliformi, una volta liberati sul
territorio, a richiamarsi con eccessiva frequenza cosa
che da una parte agevola il lavoro di chi è chiamato a
monitorare lo sviluppo della brigata perchè la mantiene
unita la brigata (personale di vigilanza) dall'altra
richiama l'attenzione dei predatori...... proprio quello
che noi non vorremmo.
Perdita dell'aggressività e dell'istinto selvatico
Alcuni
ceppi di fagiani di allevamento hanno subito nel tempo
un regressione in termini di aggressività e di
atteggiamento selvatico. Questa tendenza è stata
peraltro in tempi passati auspicata e ricercata dagli
allevatori che avevano a che fare con soggetti con
elevata aggressività intraspecifica che danneggiavano
nel piumaggio gli altri soggetti.
Alcuni
ceppi attuali di fagiani portano ancora segni della selezione
artificiale del passato poiché su essi occorre vigilare.
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Consigli per gli acquisti |
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Verificare che i
soggetti dell'allevamento conservino le
caratteristiche di rusticità, selvaticità e
aggressività così necessarie per imporre la
propria popolazione nel territorio. |
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Incapacità di riconoscimento del cibo
starna,
fagiano,
e
pernice rossa allevati in cattività
potrebbero avere, una volta immessi nel territorio, seri
problemi di riconoscimento del cibo.
In
particolare queste problematiche sono particolarmente
evidenti in quei soggetti che sono stati alimentati:
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sempre con mangimi
artificiali |
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sempre ed
esclusivamente in mangiatorie facilmente
localizzabili. |
Il
problema sussiste non soltanto nella incapacità della
individuazione del tipo di cibo ma anche nella
disabitudine ad andarselo a ricercare.
Sono
stati documentati casi di intossicazione da
fertilizzanti, ingeriti perché per forma e colore
ricordavano gli alimenti ai quali i galliformi erano
abituati.
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Consigli per gli acquisti |
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Verificare che
nell'allevamento nel quale si intende acquistare
la selvaggina, per lo meno nei periodi (2 - 3
mesi) che precedono l'immissione nel territorio,
il mangime artificiale sia dapprima integrato e
poi completamente sostituito con alimenti
naturali che nello stesso periodo possono essere
trovati negli habitat di immissione. |
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Organi digestivi non opportunamente selezionati
Successivamente al rilascio
starna,
fagiano,
e
pernice rossa vanno incontro ad una fase di dimagrimento. Questo
elemento è confermato da ri-catture sperimentali che
hanno accertato che sia gli animali catturati che quelli
ritrovati morti, appaiono particolarmente magri e
deperiti. E ciò è avvenuto anche se i galliformi sono
stati rilasciati in aree con abbondanza di cibo naturale
(prati, granaglie, semi).
Questo
caratteristica è confermata da comparazioni sperimentali
dell'apparato digerente di fagiani di allevamento e
altri soggetti nati e vissuti sempre allo stato
selvatico presenti nel medesimo territorio.
La lunghezza
dell'apparato digerente e in particolare dell'intestino
cieco e tenue (deputati all'assunzione delle sostanze) è
significativamente maggiore nei
galliformi selvatici
rispetto a quelli allevamento.
Si
ritiene che ciò sia deputato alla dieta alimentare dei
fagiani che in cattività ha sempre un tenore inferiore
in fibra grezza.
Quando
un soggetto alimentato con cibi facilmente digeribili e
ad elevato contenuto proteico si ritrova ad alimentarsi
con cibi di caratteristiche inferiori inevitabilmente
subisce un deperimento fisico. In tal senso
l'alimentazione negli ultimi periodi della cattività con
cibi ricchi di fibra permetterà ai selvatici di subire
un impatto alimentare minore una volta immessi nel
territorio.
Questa
carenza nelle capacità di assimilazione dei cibi
comporta anche deleteri cambiamenti di comportamento: i
galliformi impiegano molto più tempo ad alimentarsi e
tendono a distrarre la loro attenzione anti-predatoria.
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Consigli per gli acquisti |
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Verificare che
nell'allevamento individuato per l'acquisto dei
selvatici ci si occupi di variare
all'avvicinarsi della stagione dei ripopolamenti
il regime alimentare, passando da alimenti ad
alta digeribilità ed elevato tenore proteico ad
alimenti contenenti molta fibra.
Si precisa che per
un'opportuna strutturazione dell'apparato
digerente il regime alimentare debba essere
portato verso un elevato tenore di fibra a circa
2 - 3 mesi dal rilascio. |
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Caratteristiche quali quantitative delle penne (impennamento)
Le
razioni alimentari fortemente proteiche comportano anche
una problematica relativa al corretto impennamento dei
soggetti. In particolare le problematiche possono
estrinsecarsi in:
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bassa qualità
delle penne e delle piume |
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ridotta velocità
di impennamento |
Inoltre
allevamenti ove i soggetti vivono condizioni particolari
di stress per temperatura, umidità, densità dei
soggetti, alimentazione squilibrata, possono ingenerare
fenomeni negativi di pica e cannibalismo il cui effetto
è il peggioramento delle condizioni generali di
impennamento.
Galliformi immessi nel territorio in queste condizioni
(ricordiamo che i ripopolamenti si effettuano
generalmente in febbraio), hanno ridotte capacità di
termoregolazione e possono subire danni seri da violente
piogge al riparo dalle quali a volte non sono abituati a
porsi avendo vissuto protetti parzialmente da tettoie.
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Consigli per gli acquisti |
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L'allevamento dal
quale si intende acquistare i fagiani deve
metterli in condizione di vivere senza gli
elementi stress suddetti, fornendo ai soggetti
alimentazioni non troppo spinte dal punto di
vista proteico.
Anche in questo
caso si consiglia di monitorare che il
cambiamento di tenore alimentare sia rigoroso ed
effettuato con due o tre giorni di anticipo
rispetto al rilascio. |
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Ridotto istinto alla cova e assenza di preparazione del
nido
Questa
notevole carenza delle femmine di
galliformi allevati è
conseguenza di una spinta selezione volta a far
aumentare la produzione di uova negli allevamenti. Due
ormoni ad attività antagonista entrano in gioco nelle
femmine al fine di determinare il termine della
ovulazione stimolando l'istinto alla cova.
Con
approfondite analisi si è potuto verificare che negli
allevamenti ove la produzione delle uova è spinta con
programmi luce, incubatrici e batterie calde, i soggetti
femmina tendano progressivamente a perdere l'istinto
alla cova.
Analisi sperimentali hanno
inoltre appurato che oltre al suddetto problema un altro
elemento risulta negativamente nelle dinamiche di
popolazioni immesse e provenienti da allevamenti: la
perdita dell'istinto a realizzare il nido con
deposizione sparsa delle uova.
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Consigli per gli acquisti |
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Verificare che
l'allevamento dal quale si intende acquistare la
selvaggina non operi in maniera particolarmente
spinta relativamente a programmi luce di
forzatura della deposizione. |
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Morte per predazione
La
morte per predazione rappresenta indubbiamente uno degli
elementi più significativi nel panorama degli insuccessi
dei ripopolamenti con selvaggina allevata.
Ricordiamo brevemente la
situazione di
fagiano di allevamento immesso a febbraio
nel territorio libero. Fino a due prima quel fagiano
sapeva come muoversi nella sua voliera, dove mangiare,
dove bere, dove proteggersi dalle intemperie. In
mangiatoie, abbeveratoi, tettoie erano concentrate
tutte le problemtiche alla sua esistenza e la soluzione
era rintracciabile in pochi metri quadri. L'uomo non era
da evitare ma era la fonte della sua stessa esistenza.
Era
inoltre abituato ad una situazione gregaria ben
definita. Improvvisamente si trova in campagna, non
ritrova il cibo in maniera comoda e non sa nemmeno
riconoscere fonti alternative; non si alimenta e le
potenzialità del suo organismo si riducono, compromesse
anche dalle basse temperature del mese di rilascio.
Non
conosce comportamenti anti predatori, non ne hai mai
messi in atto, poiché la sua competizione è sempre stata
interspecifica e mai intraspecifica. Questo fagiano è un
semplice piatto che aspetta chi lo divorerà!
Controlli e profilassi sanitarie
Le
operazioni di cattura dei soggetti (starna,
lepre,
fagiano,
pernice rossa) in allevamento,
la predisposizione ed il confezionamento e
l'aggregazione degli animali, il successivo trasporto e
la liberazione in ambiente sconosciuto, sono fattori
estremamente stressanti per la selvaggina che possono
essere preguidizievoli per l'insorgere di patologie.
E perciò necessario che
fagiani, starne, lepri e pernici rosse abbiano
precedentemente subito un processo di profilassi durante
tutte le fasi del ciclo di allevamento.
Elenchiamo brevemente le
patologie più frequenti tra
starna,
fagiano,
pernice rossa:
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Virali |
difterovaiolo, enterite, pseudopeste |
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Batterica |
colibacillosi, pasteurellosi, pillorosi,
salmonellosi, staffilococcosi, tubercolosi |
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Protozoarie |
coccidiosi, tricomoniasi, tifloepatite |
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Verminosi |
singamosi, teniasi |
Escludendo le patologie di origine virale tutte le altre
sono legate all'ambiente di allevamento e generalmente
su di esse si interviene con due modalità:
-
intervenendo direttamente su
starna,
fagiano,
pernice rossa - con vaccinazioni sui giovani
soggetti e sui riproduttori
-
intervenendo sulle strutture dell'allevamento - con
disinfezioni accurate da ripetere ad ogni ciclo
produttivo.
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Consigli per gli acquisti |
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Verificare che
l'allevamento dal quale si intende acquistare la
selvaggina proceda con assiduità e periodicità
all'espletamento delle operazioni di profilassi
sugli animali e disinfezione delle strutture e
diffidate di coloro che permettono libero
accesso a tutti presso le strutture di
allevamento. |
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>>> Problematiche di reinserimento in habitat della
selvaggina di allevamento |
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>>>
La
predazione sui fagiani immessi nelle operazioni
di ripopolamento |
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>>> Il fagiano: uno..... no
molti e diversi!!
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Caccia e cacciatori Federcaccia Pozzuolo Umbro Proprietà Dott. Riccardo Ceccarelli wm@ladoppietta.it
La magia della caccia raccontata dai cacciatori |
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