Fasano di
Puglia,autunno
1959
E' già da un
paio d'anni
che
accompagno
mio zio
Franco a
caccia in
funzione di
cane.
Siccome
dormiamo
nella stessa
stanza (lui
è scapolo)
anche quando
va di
mattina mi
porta con
lui se mi
sveglio (ma
io sono
sempre in
piedi prima
di lui!).
A luglio del
'59 ha
acquistato
un fucile
Beretta cal.28
monocanna,
lui ha detto
per sparare
la piccola
migratoria a
settembre,
ma in realtà
per farmi
sparare. E
infatti
quando vado
a caccia con
lui, mi fa
sparare con
questo
fucile. In
genere sono
sempre
vicino a lui
e mi limito
a sparare i
fringuelli.
E' un
pomeriggio
autunnale
(forse
novembre) e
siccome tira
un discreto
vento di
scirocco
andiamo al
rientro alla
masseria di
"Gianecchia",
tra Fasano e
Ostuni.
Zio Franco è
amico del
proprietario
e siccome la
masseria è
proprio
sotto la
collina a
ridosso
della
macchie, zio
Franco ha il
suo posto
riservato
nel viale
della
masseria
dietro un
cespuglio.
Io sono
sempre
vicino a lui
e sparo i
piccoli
uccelli. E'
stata una
discreta
serata
perchè
ricordo che
sono andato
parecchie
volte a
recuperare i
tordi
abbattuti
dallo zio.
All'imbrunire
siamo quasi
per andare
via quando
alla mia
sinistra
arriva un
tordo
bassissimo e
veloce come
una freccia;
una rapida
stoccata e
lo abbatto
sparando
quasi ad
altezza
d'uomo e
dopo essermi
accorto che
a breve
distanza
c'erano
delle donne
a
raccogliere
le olive.
Avevo solo
12 anni!!!
Gonfio di
soddisfazione
vado a
raccogliere
il tordo e
lo porgo
allo zio che
lo infila
nel
carniere. Mi
sentivo
scoppiare il
cuore di
soddisfazione
e, arrivato
a casa,
racconto
l'episodio
anzitutto a
nonna Elvira
che si
dispera
sempre
contro il
figlio (zio
Franco)
perchè porta
il bambino
(io) a
prendere
freddo.