Ciao amici,
vi racconto
una giornata
venatoria
alla caccia
della lepre
nell’appennino
Bolognese.
Intanto
buongiorno a
tutti cari
amici/lettori
cacciatori.
Se siete in
questo sito
a leggere le
righe di
ognuno di
noi che
racconta la
propria
avventura
vuol dire
che ci
accomuna un
vero e
intenso
“amore” per
la caccia.
Questo è
proprio il
sentimento
che accomuna
me ed i miei
amici di
squadra.
Bando alla
ciancie…
…come ogni
mattina
classica,
sveglia ore
5,30 per
preparare la
colazione al
quartier
generale “Le
Coste”; ci
troviamo
nell’appennino
Bolognese in
loc.tà
Rodiano in
quelli del
Comune di
Savigno –
Provincia di
Bologna.
I miei
amici,
Matteo e
Claudio,
miei
coetanei e
migliori
amici sia di
caccia che
di vita di
tutti i
giorni,
arrivano ben
puntuali e
carichi di
voglia per
l’imminente
uscita.
Dopo il
rituale del
caffè per
svegliarci
al meglio,
ci studiamo
il
territorio
da
percorrere e
da
setacciare
per lo scovo
della lepre;
premetto che
la caccia
alla lepre è
la mia
passione
principale!!
Dopo esserci
riscaldati
vicino al
camino e
lucidato i
nostri
fucili si
parte
carichi come
sempre.
Io (il mio
nome è Ivan)
sono
l’addetto ai
cani;
infatti la
passione
alla lepre è
derivata
anche
dall’amore
che mi
contraddistingue
per i miei
cagnoni
segugi
(Milord, la
Barbi e
Argo) che
con cura e
costanza
addestro.
La muta nota
che usciamo
da casa con
i fucili in
spalla ed
allora si
inizia ad
agitare
dando inizio
al
“concerto”
di abbai che
presagisce
un imminente
partenza.
Infatti
appena
liberati i
cagnoni, ci
avviamo
subito per
la
mulattiera
dove si
inizierà la
battuta.
Ci dirigiamo
verso la
località
Cese, per
capirci dal
nostro amico
Fonso…
I cani
trovano
subito
l’odore
della lepre
nei campi
sopra detta
località,
dove aveva
transitato
nella notte.
Dico ai miei
amici di
piazzarsi
nei posti
strategici
da noi
rinominati
“passi”;
siccome
risiedo in
questa zona
di appennino
conosco come
le mie
tasche tutti
i siti e
quindi dico
a Matteo di
andare al
“Quarzòn”
(punto di
incontro di
vari
sentieri ai
piedi di una
grossa
quercia);
invece a
Claudio dico
di dirigersi
nella “buca”
fronte casa
Cese.
La muta
sembra
impazzita,
la lepre è
vicina!!
Milord, capo
muta, fiuta
fiuta e
fiuta ancora
la passata
del
selvatico…
gli altri
due, Barbi e
Argo,
seguono a
ruota i
passi del
maestro.
La battuta
si prolunga
per
un’oretta
circa; ad un
certo punto
mi chiedo se
il selvatico
poteva già
essere
fuggito
dalla cuccia
dove si era
posizionato
alle prime
luci del
mattino…
Mah, dopo
una breve
consultazione
con i miei
fedeli e
compagni, mi
sposto sul
versante est
della
montagna.
Quasi
sconsolato e
abbattuto
sto per
arrendermi…ma
tutto d’un
tratto sento
Milord che
ritrova una
passata
convinta;
conosco bene
quando il
mio
ausiliario
principale è
a ridosso
della lepre…
Mi porto
subito a
distanza
ravvicinata
dal segugio
che sembra
quasi
“mangiare le
foglie” dal
odorato che
sente.
Il tempo di
guardarmi
intorno e
pensare…ma
dove sarà la
lepre…??!!??
Tutto di un
tratto il
cane prende
la discesa,
fa 20 metri
dalla mia
posizione e
quasi per
magia scova
la lepre. Il
fatto mi
lascia
pensieroso
per una
frazione di
secondo…. Ma
ben presto
prendo la
mira e
faccio
partire due
cannonate
dal mio
sovrapposto…
Volete
sapere la
mia prima
espressione….???
Nooooooooooooooooo
ho fatto due
buchi per
terra…non ci
posso
credere!!!
Bene ho
fatto la mia
padella
della
giornata…
nooooo.
Sconsolatissimo
vedo che
pero’ la
muta si
dirige nella
direzione
del
selvatico…questo
mi fa subito
rialzare lo
sguardo….e
pensare che
la lepre
stava
percorrendo
il sentiero
che portava
diritto
diritto alla
posta dove
Matteo
aspettava
attento ed
armato fino
ai denti.
Il tempo di
5 secondi
che
sembravano 5
ore, sento
la canizza
fermarsi…attenzione
si sente il
lamentarsi
del
selvatico e
allora penso
subito che
le mie
fucilate
avevano
ferito la
lepre. Sono
contento e
soddisfatto,
i cani hanno
raggiunto e
trovato la
lepre. Corro
verso di
loro con una
gioia
immensa;
circa ad una
ventina di
metri di
distanza
vedo stesa
sul manto di
foglie la
lepre! Che
emozione;
ancor di più
vedere i
miei cani
circondare
il selvatico
e guardarmi
soddisfatti
quasi
dicendo…”dove
non arrivi
te…ci
pensiamo
noi...”
Un’emozione
unica che mi
appaga dopo
il duro
allenamento
dei segugi e
del duro
percorso per
il
raggiungimento
dello scopo
finale.
Raggiungo la
preda; un
bellissimo
esemplare di
lepre,
all’incirca
sui 4,5 kg,
annoto sul
tesserino
venatorio
l’abbattimento
e raggiungo
con il mio
trofeo
Claudio, che
avendo
sentito
spari e
canizza si
era
preparato
per
eventuale
sparo. Lo
raggiungo ed
insieme
guardiamo il
risultato di
questa
cacciata. Mi
fa i
complimenti
e noto,
anche se non
è stato lui
direttamente
a sparare,
che è
contento per
me; questo è
il vero
spirito
della
squadra e
degli amici.
Deposito la
preda nel
retro
giacca,
detto da noi
“saccona” ed
attendiamo
l’arrivo di
Matteo, che
ben presto
ci
raggiunge.
Siamo molto
uniti e
questo hobby
non fa altro
che unirci e
passare
alcune ore
lontani
dalla
monotonia
della vita
di comuni
mortali.
La battuta
proseguirà
fino all’ora
di pranzo,
quando
torneremo a
casa
contenti e
convinti di
aver
trascorso
una
mattinata in
compagnia ed
allegria;
ora ci
aspetta il
pranzo
dall’Anna
(mia mamma)
a base di
tagliatelle
e
grigliata!!
Un
ringraziamento
ai miei
compagni di
avventure ed
un augurio a
noi ed a
tutti i
colleghi
cacciatori
di future e
indimenticabili
giornate di
caccia
In bocca al
lupo a
tutti!!