Notte
insonne a
casa dei
genitori in
quel di
Somano ,cani
che sentono
l’agitazione
generale e
abbaiano
quasi tutta
la notte per
il sollazzo
dei vicini .
Sveglia che
può fare a
meno di
suonare
perché sono
già in piedi
da tempo.
Con me si
alzano il
babbo ,
anche lui
cacciatore,
ma un po’
meno
inquieto, e
mia madre,
tutti
coinvolti
nell’eccitazione
generale.
Mancano solo
mia moglie e
mia figlia
che
conoscendo
bene la
situazione
sono rimaste
tranquillamente
in città,
non sanno
cosa si
perdono….
Si prepara
il tutto,
fucile
,munizioni,porto
d’armi,
guinzaglio,
campanelli,
la borsa del
pranzo con
l’immancabile
bottiglia di
vino e la
necessaria
dose di
carta
igienica.
Il
fuoristrada
è già pronto
dalla sera
prima.
Vado a
caricare i
cani , me ne
scappa uno ,
dramma,
tutti
all’inseguimento,
nel buio non
riusciamo
più a
prenderlo,
ritorna poi
da solo dopo
alcuni giri
nella
borgata
scatenando
una caciara
incredibile
tra tutti i
cani del
vicinato.
Io e babbo
saliamo sul
fuoristrada
con i cani
e le
vettovaglie
a
bordo,direzione
il garage di
Cesare (
caposquadra)
a Bossolasco.
A metà
strada ci si
accorge che
babbo ha
dimenticato
gli
occhiali. Si
torna
indietro a
rotta di
collo tra i
brontolii
miei e gli
sbuffi di
babbo.
Finalmente
tutto
pronto, si
riparte.
Strada
facendo si
guarda
qualche
traccia qui
e là al buio
con la pila,
è solo un
proforma ,
un atto
dovuto,
dovuto alla
fibrillazione
,
normalmente
non si vede
praticamente
mai nulla.
Al garage di
Cesare siamo
i primi.
Ecco che
arriva
Cesare
tutto
trafelato
con gli
scarponi
ancora
slegati
seguito a
breve da
altri amici
cacciatori.
Cesare si
butta sul
caffè, caffè
per tutti
con grappa o
vino a
volontà per
chi vuole.
Si può fare
anche uno
spuntino a
base di
panettone ,
immancabile
anche nel
mese di
settembre.
Io mi dedico
velocemente
alla
compilazione
del registro
delle
presenze.
Qualche
chiacchiera
del più e
del meno,
tutti
parlano ,
nessuno
ascolta,
sentiamo
troppo
l’epidermico
formicolio
della
cacciata
ormai
prossima..
Comincia ad
albeggiare
io e babbo
partiamo con
gli altri
per la
solita cerca
nel solito
modo, nel
solito
posto.
Il babbo con
il
fuoristrada
si porta in
fondo al
vallone e
aspetta il
mio arrivo.
Strada
facendo
incrocia i
colleghi
della
concorrenza
con cui
scambia
qualche
opinione,
con
attenzione
però a non
sbilanciarsi
troppo.
Io e il mio
fidato cane
beagle di
nome Kur
cominciamo
la lunga
camminata
affascinante
e silenziosa
sulla
collinetta
in mezzo al
bosco di
pini , una
sensazione
indescrivibile
,
piacevolissima
, un senso
di pace e di
serenità
vissuto a
stretto
contatto con
la natura;
per nulla al
mondo
rinuncerei a
questo
godimento
spirituale.
Non abbiamo
fatto che
qualche
centinaio di
metri che il
buon Kur
entra in
agitazione,
rizza il
pelo,
,abbozza un
abbaio
nervoso.
Ci siamo. Ci
sono. Sono
vicini. Mi
allontano
velocemente
trascinando
letteralmente
il povero
Kur.
Chiamo
nervosamente
via radio
prima il
babbo, che
naturalmente
non riceve,
poi tutti
gli altri.
Il tempo non
passa più.
Sono già
trascorsi
cinque
minuti… non
arriva
nessuno……..
Entro in
super
eccitazione
e con me il
cane che si
trascina
pancia a
terra.
Passa una
mezz’oretta
, cominciano
ad arrivare
i primi
amici .
alcuni sanno
già dove
piazzarsi
senza fare
rumore per
altri
occorre
tempo per
far capire
la località
della
battuta e
dove
appostarsi.
Tutti
vorrebbero
la posta
migliore.
Finalmente,
dopo tanta
concitazione,
tutti
tacciono,
siamo
pronti.
Lascio
andare il
solo Kur.
Due minuti
di assoluto
silenzio poi
scatta la
canizza.
Il cane
abbaia da
fermo. Parto
all’assalto
in mezzo ai
rovi. Non
riesco ad
avvicinarmi.
La tensione
è alle
stelle. Il
bestione
parte. Si
tratta di un
solo
cinghiale,
un maschio
grosso che
non ha paura
di nulla e
di nessuno.
L’urlo
inumano che
vorrei
lanciare per
avvisare le
poste, mi si
strozza in
gola. Via
radio
boffonchio
probabilmente
qualcosa di
incomprensibile.
Massima
allerta e
suspance da
parte di
tutti.
Trascorrono
attimi
interminabili
poi il primo
sparo ,un
altro, un
altro
ancora.
Silenzio
glaciale. Il
bestione
continua la
sua corsa, è
stato
padellato e
ha superato
le poste.
Il cane
continua
l’inseguimento
e non viene
fermato.
Partono i
primi
improperi
nonché
alcuni
simpatici
scambi di
opinione.
Intanto il
cane ha
attraversato
la vallata e
cambiato
territorio.
La caccia
non è più al
cinghiale
bensì al
cane .
Tutta la
mattinata è
dedicata al
ricupero di
Kur che
viene
raggiunto è
catturato
nel primo
pomeriggio.
La cacciata
è finita ,
non abbiamo
pranzato,
abbiamo
corso come
dei
forsennati
su e giù per
boschi e
colline
impervie ,
siamo
esausti e
stanchi ma
se non altro
felici
comunque
della
meravigliosa
avventura
vissuta e
da
ricordare,
pronti a
ricominciare
ancora più
agguerriti
alla
prossima
giornata di
caccia .