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E' vero, la lepre mi mette
sempre in ansia, e la sbaglio
come niente. Dormo persino male
per l'eccitazione, mi sveglio e
risveglio e finalmente arriva
l'ora. C'è appena un po' si
nebbia e non fa troppo freddo,
per fine novembre. Controllo di
aver tutto e metto in moto. Ecco
Doriano seduto sul solito
muretto, curvo e avvolto nel suo
tabarro. E' uno degli ultimi,
che dico, l'ultimissimo a
portare quell'indumento. Da
novembre a marzo non lo lascia
mai. Sale in macchina, un ciao è
anche troppo, e un "Va dritto
fino all'idrovora, poi prendi la
stradina a destra. Là ti dico
io".
Ho capito e mi vien da
scoraggiarmi. Saranno cento
ettari di medicai. Lui capisce:
"Ti ci porto addosso, non
temere per i tuoi piedini".
Mettiamo la macchina in una
piazzola mentre vien luce, e
mentre preparo fucile e metto
gli stivali Doriano ragiona. "E'
anche possibile che sia in mezzo
alla medica, ma è molto umido. I
fossi hanno la sponda sabbiosa,
si tiene asciutta, si sta bene.
Lì lo troverai. Cammina lungo i
fossi, lentamente, fermati ogni
tanto, non teme il passo troppo
regolare. Tieni questa bacchetta
e dà un colpetto ogni tanto!"
Quante volte mi ha detto 'ste
cose. Si vede che gli pesa non
poter cacciare, ma non ce la fa
con la gamba. Carico e comincio.
La piana è sterminata, sembra
morta. Ogni tanto il grande
gabbiano , la "magoga" lancia il
suo grido lamentoso. Cerco di
non distrarmi, e cammino, batto
con la bacchetta, controllo la
sicura, cammino. Passa una ora.
Cammino, Doriano è sempre in
vista perché vado a serpentina,
ma comunque é una macchia
lontanissima. Passano due ore.
Anche Doriano può sbagliare,
quante volte sono andato in
bianco, la lepre é
imprevedibile. Ma quante volte
ci ha preso, anche!
Comincio a sentire le gambe
pesanti, sono sudaticcio, vedo
Doriano che mi guarda col
cannocchiale. Proprio mentre
guardo lui sento il salto e il
cuore mi si ferma. Mi ha
sorpreso, ma è ben a tiro.
Mira...anticipa...macché! Tiro
d'imbracciata, l'ansia mi ha
tolto lucidità, ma la prendo,
oooh, con la terza, una del tre.
Ma non si ferma. La rincorro
mentre ricarico, risparo, ma è
lontana. Mi accuccio senza
fiato.
Doriano zoppicando arriva.
Quando bisogna bisogna. "L'hai
presa, non ti preoccupare, la
troviamo!" Di colpo mi
rassereno. Doriano è un mito.
"Guarda il sangue e i peli. Non
ha capitobolato, l'hai presa
dietro, come sempre". E avanza
piano nel medicaio. "Guarda
l'acqua del fossatello, lo vedi
che è torbida? Ha guadato qui.
Ecco il sangue di là". Lui si
deve fermare, ma ora mi sento
rinato. Guado il fossatello e
sono nella medica un po' più
alta. Si vede leggera una scia
nella poca rugiada. La seguo e
poi comincio a passare i fossi
avanzando a serpentina come
prima. So che la troverò. E
continuo. Ma eccola che si leva
ad almeno cento metri, e zoppica
ma va.
Corro e sparo, ma è fuori tiro.
Tre colpi velocissimi sperando
che si fondano dei pallini
insieme e formino un proiettile.
Succede una volta nella vita.
Non stavolta. Anzi, la lepre
scatta velocissima e in breve
non la vedo più. Resto di m....
Resto a pensare. Non è
possibile, non sono convinto.
Come ha fatto a correre a quel
modo? Dimentico Doriano e
continuo a camminare lungo il
fosso. E' l'ultimo prima di un
altro canaletto abbastanza
profondo. La vedo, la trovo,
ormai immobile sul fondo del
fosso; mi scoppia dentro un
grumo di sentimenti, la
sorpresa, la gioia, anche la
pietà, quella che ogni
cacciatore, e solo un
cacciatore, conosce e può capire
e perdonare.
La raccolgo piano e mi avvio
verso Doriano. Pesa, perché sono
stanco, e perché sarà 5 kili.
Doriano ha visto tutto, e non
sembra tanto confuso come me. "Non
è la prima volta che mi capita
- parla svuotando la vescica
della bestia - Evidentemente
erano una coppia, è
possibilissimo con questo tempo.
E il maschio - questa è
femmina - ha tentato di
sviarti. Si è proposto come
preda e si è finto zoppo, finché
la paura non l'ha vinto ed è
scappato. Succede più spesso con
altri animali, anche uccelli,
specialmente per salvare il nido
o i piccoli da qualche
predatore. E' una bella bestia,
son contento che l'hai trovata.
Hai avuto occhio dopo che mi
sono fermato...ma se ci tiravi
dritto...!"
Un complimento ed un rimprovero,
proprio da Doriano. Ma siamo
rilassati e contenti mentre
pianino ci avviamo vero la
macchina. Doriano zoppica ma non
si lamenta. Ha vissuto con me
un'altra avventura di caccia,
spero che gliene restino ancora
molte da godere, anche se lui
dice sempre che potrebbe essere
l'ultima. Per fortuna è il primo
a non crederci! |