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Autore:
Renzo Stella
Titolo:
Etica Venatoria |
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<Allora siamo d’accordo , domani
alle 6 ci vediamo al bar di
Andrea > < Mi raccomando non
dimenticarti i gambali copri
coscia che ti inzuppi…ciao .>
Saluto il mio collega , e chiudo
la comunicazione
La cacciata ai fagiani era
decisa , la pioggia era stata
insistente e fastidiosa per due
giorni e ci sarebbe stato
sicuramente tanto,tanto fango.
La mattina della partenza niente
freddo, cielo pulito,pochissimo
vento; perfetto
Avevo già attrezzato la macchina
con l’occorrente per pulire il
cane dalla schifezza che si
sarebbe portato dietro attaccata
alle zampe ed alla pancia.
Tanchetta di acqua, vecchi
asciugamani e l’immancabile
pettine per togliere dal pelo
quelle migliaia di palline
vegetali che sembrano create
apposta per rompere le scatole a
noi cacciatori ..ed ai nostri
cani.
Penso che se dovessi essere io
conciato a quel modo alla fine
della mattinata , non andrei più
a caccia ; oppure mi dedicherei
solo alla migratoria… da fermo ;
e deve pure fare male, povera
bestiola.
Eh sì, siamo cacciatori del
2000,corriamo sull’autostrada
con la radio nelle orecchie,
telefonino in tasca, pantaloni
firmati, cacciatora pulita
all’ultima moda, magari nuova,
stivali che sembrano progettati
dalla Nasa , e fucili che
colpirebbero il ”selvatico ” da
soli.
Fucili leggeri, al titanio,al
cromo molibdeno,con la
calciatura di plastica (credo lo
chiamino Composito ) , e le
cartucce ?
Lecartucce,certificate dalla
casa e descritte dalle riviste
specializzate sono quanto di
meglio si possa inventare in
balistica.
Mio Padre cinquanta anni or
sono ricaricava quelle di
cartone fino a rimpicciolirle ,
e metteva ,ben pressata, al
posto della borra la polenta ;
sì avete capito benissimo, la
Polenta !Quanti orli ho fatto! E
quante volte ho rovesciato per
terra il sacchetto dei pallini…!
Amavo passare la serata in sua
compagia con l’orlatrice
attaccata al bordo del tavolo e
la rastrelliera di bossoli vuoti
da riempire uno a uno.Qualche
cartuccia risultava con doppia
dose di polvere e niente pallini
,oppure ilcontrario… mi ricordo
ancora le risate! L’unico
difetto… guai a sparare
controvento; oppure portare gli
occhiali protettivi.
Ma ,e chi se lo scorda , per i
Beccaccini, i Fagiani, i
Colombacci o i Tordi , c’era
ben poco scampo; cadevano
subito;quasi mai feriti .
Bei tempi che non ritorneranno,
mi chiamava nel cuore della
notte ,svegliandomi dolcemente,
quasi chiedendomi scusa per
averlo fatto; capiva di avermi
fatto piacere solo quando
guardava i miei occhi che lo
imploravano di fare presto, di
non perdere tempo.Come se
perdere i minuti per la
colazione facesse scappare via
tutti gli animali della campagna
Mi imbaccuccavo in un giubbotto
imbottito, di fustagno. Calzavo
gli stivali che mi avevano
comperato per la stagione,
infilavo i guanti di lana ed il
berretto passamontagna. La
mamma, ripeteva alla nausea (
mia e di mio padre ) mille e
mille raccomandazioni :< state
attenti a questo ,state attenti
a quello, quando Papà spara stai
dietro fermo e non ti
muovere…..> che meraviglia le
Mamme , non dovrebbero
invecchiare mai ,purtroppo la
mia non c’è più da molti anni ,
ma quelle frasi le risento
ancora; e chi se le scorda…non
posso dimenticare; non voglio !
La prima fucilata , sparata
contro un Colombaccio , che
credo sia morto dalle risate
,non certo per il mio piombo ,
mi fece sedere per terra in
mezzo agli aghi di pino ,avevo
otto anni ; l’automatico
caricato con un solo colpo per
sicurezza, è lo stesso che ora
tengo in spalla mentre cammino
lungo questo campo enorme di
mais guardando il mio Cane che
frenetico cerca l’olezzo del
pollo colorato nato in gabbia e
lanciato pochi giorni prima
dell’inizio delle ostilità .(
sig !) .
A destra ed a sinistra , per
fortuna lontani, casermoni che
non hanno nulla di affine con le
casette di antica memoria,
quelle del paese di ….
nonmeloricordo . Le persone che
si incontrano, cacciatori anche
loro, quasi non salutano;
ricordo bene che mio Padre
incrociando un altro si fermava
a fare quattro chiacchiere,
così, giusto per socializzare.
Successe un giorno che il mio
vecchio uccise una lepre ; ero
contento e carico come non mai,
fù tanta la delusione nel vedere
la Lepre consegnata a
quell’antipatico con i baffoni,
solo perché aveva due cagnacci
che gli correvano dietro. La
lepre in cambio di una
cartuccia, ma si può ?
Solo dopo aver sbollito la
rabbia mi spiegò che si chiama
…Etica Venatoria , ed avrei
dovuto farne tesoro se volevo
essere un buon cacciatore.
Purtroppo ho visto litigare
gente per un passero…ma si può ?
I pensieri ed i ricordi, ed è
anche questo che aiuta lo
spirito , si affollavano nella
mente .
Il caldo delle prime giornate di
Ottobre( non ci sono più le
stagioni di una volta ) mi
faceva imbestialire,
continuamente asciugavo la
fronte sfregandomi con
l’avambraccio; il fango
costruito dalla pioggia dei
giorni prima mi imprigionava i
piedi, cercavo di camminare
sulla poca erba al limitare del
campo di mais , ma senza
risultato.
Mi svegliò dal torpore un colpo,
pareva un tuono tanto era
potente; il mio “caro “ collega
, aveva ucciso un Fagiano
maschio che pedonando lasciava
il suo bunker di spighe
incalzato dalla guidata del cane
.
Nemmeno il gusto di provare a
scappare usando le ali; persino
il Breton ci rimase male , ed il
mio compagno di cacciata
trionfante mi mostrava persino
l’ambita preda!
E la chiamano Etica Venatoria ?
Caro cagnolino la prossima volta
saremo soli, tu ed io , e
cercheremo di cacciare come un
tempo…. Se potremo !
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