La magia della caccia: i cacciatori, i cani, la selvaggina, i fucili, le cartucce

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Autore: Mimmo Tursi 

Titolo: Caccia in Ungheria

Io sono nato e vivo a Palo del Colle in provincia di Bari, quindi pugliese, e lo scorso anno 2006, una mattina mi sono accorto che un’ultima Legge regionale sulla Caccia, con effetto immediato, aveva decretato i nuovi confini e limiti per espletare la Caccia nella mia Regione……praticamente l’area delle cucce dei miei cani e la mia camera da letto in casa erano OFF LIMITS!!!

Ovviamente scherzo (non tanto) ma andare a caccia da noi con i nostri cani era divenuto impossibile.

Tutto ciò mi procurava e procura ancora un’enorme delusione vista anche la stima che portavo per il nuovo governatore Niki Vendola - persona di elevata cultura, brillante da sempre, che ho iniziato ad apprezzare sin dal lontano post ’68 – attento al sociale e alle classi non borghesi: perché accontentare delle richieste politiche scellerate ed assurde a discapito della stragrande maggioranza dei lavoratori che trovavano il loro spazio di relax settimanale con una economicissima cacciata domenicale ???

Mi son guardato in giro analizzando le possibili nuove mete, per me ed i miei fidi ausiliari (come deliziosamente li apostrofa l’ottimo Lugari) e grazie ai suggerimenti di un, allora sconosciuto, Sig. Paolo Togni ho contattato la Angelini Caccia da Lucca.

Uno dei due fratelli Davini, Mario, telefonicamente provocava la mia curiosità d’uomo e di cacciatore proponendomi una gita venatoria in Ungheria.

La Terra Magiara da sempre è considerata la numero uno per caprioli e lepri e non certamente per la caccia alla penna.

Ci sono andato scoprendo, con mio enorme stupore, la bellezza e  la naturalezza degli habitat, il calore di quel popolo nonché la professionalità e la passione che ci mettono nel curare ed organizzare la caccia e le specie cacciabili e non !

In Ungheria, infatti, il turismo venatorio é fra i più importanti a livello europeo, non solo per il numero dei cacciatori stranieri ma anche per la professionalità dei guardiacaccia ungheresi e l’ottima qualità di caccia e selvaggina.

Il principio dell'utilizzo duraturo delle risorse naturali - tra l'altro anche il selvatico - già accettato e riconosciuto a livello mondiale è divenuto la loro “filosofia principe” : la protezione della natura nella sua interezza é di grandissima importanza sia per i cacciatori locali che per gli stranieri.

L'elenco delle specie protette e di quelle cacciabili é diverso da quello internazionale, proprio per i loro criteri piú severi, ed insistono tanto sulle specie di uccelli cacciabili e quelle protette, ma facilmente confondibili.

Le regole e l'ordinamento della caccia sono contenute nella legge del 1996 LV, Legge della protezione del selvatico, della gestione della selvaggina e della caccia e regolamento di esecuzione (in seguito LdC.).

La LdC é in sintonia con le leggi vigenti sulle foreste 1996.LIV. e sulla protezione della natura 1996.LIII.

L’articolo 1.1 della LdC tra l’altro recita: “…. tutte le specie selvatiche fanno parte delle risorse naturali della terra, ed altrettanto sono parti insostituibili del patrimonio naturale. Scopo della legge venatoria é il mantenimento del patrimonio naturale delle specie cacciabili, la protezione del loro habitat, il controllo della selvaggina, la riparazione dei danni da essa causati. In Ungheria proprietario della selvaggina é lo Stato, mentre il diritto di caccia é del proprietario della terra (o acqua)”

Ciò ha fatto si che tutti gli ungheresi, nelle loro diverse competenze, siano stati e sono ancora oggi interessati alla salvaguardia per patrimonio naturale nazionale

I due ministeri competenti per la caccia e per la protezione della natura - Ministero dell'Agricoltura e dello Sviluppo della Campagna,  Ministero della Protezione della Natura e delle Acque – hanno fatto pubblicare una raccolta di informazioni, nelle diverse lingue europee, che riassume le regole della caccia ungherese contenente informative utili per i cacciatori stranieri fin dal loro arrivo.

Ciò ha fatto e fa sì che il patrimonio faunistico venatorio di quella Terra è sempre in costante controllo e miglioramento, quindi garanzia di validi e certi carnieri per gli appassionati di questa nobile arte sportiva.

Per ciò la caccia a starne è stata chiusa per decenni e, finalmente, dopo questo lungo periodo di controllo e gestione per il ripopolamento delle riserve, da quest’anno 2007 si avrà l’opportunità di far abbattere delle starne autoctone agli appassionati di questo elegante  selvatico.

Come dicevo quindi, lo scorso anno per la prima volta ho fatto un viaggio venatorio in Ungheria con la Angelini Caccia da Lucca e grazie a loro,tra l’altro, ho potuto visitare quelle zone ed i terreni che saranno quest’anno adibiti alla caccia alle starne.

Con il mio fido Kon - un cucciolone Drahthaar roano - e con Brick - il mio vecchio setter biancarancio - ho passeggiato, senza fucile né sparare, in ettari immensi di mais e vigna e pascolo e erbacce naturali alla cerca dei beneamati gallinacei.

Alla prima gattonata di Brick, seguita dal consenso di Kon, son tornato di colpo bambino quando a neppure otto anni compiuti mio nonno mi portò a starne facendomi sparare con la sua doppietta 16 Belga acciaio Cockerill ancora ora ottimamente funzionante !!!

Dicevo, i cani sono in ferma, impietriti con le code ferme e tese…...Kon si muove, gattona ancora allargandosi sino a portarsi sul lato destro di Brick non perdendo il vento. Ora anche lui è fermo, tesissimo, con la zampa anteriore destra sollevata da terra. Entrambi con le  bocche che si chiudono e aprono per riaprirsi e richiudersi nello spasmo dell’usta.  Son fermo da qualche minuto e prendo ad avanzare lentamente tra i due cani quando lo stuolo si invola improvvisamente col fragore di cento ali.

Questo primo stuolo di ben 14 starne mi ha ricordato anche, in verità, le tante padelle che questo selvatico ti induce, ti obbliga, quasi a fare tra improvviso momentaneo spavento e bramosa eccitazione di possesso, di cattura.

Abbiamo continuato per l’intera mattinata sino alle 11 vista la piacevole brezza che portava alle narici l’odore di fresco e pulito, di terra e ozono che quei luoghi tanto naturali emanavano.

Affascinato e stupito da tanta abbondanza di selvaggina, dalla bellezza di quei posti e da quanto sia stato di scuola al cucciolone Kon che, specie i primi tempi, vuoi per la sua giovane età, vuoi perchè queste starne non accettavano certo da lui il trattamento dei loro cugini allevati in voliera, aveva difficoltà a cacciare.

Dopo aver “contato” in quelle poche ore oltre 80 esemplari e con i cani, giustamente indisciplinati verso un ritiro e rientro con carniere vuoto, siamo tornati in casa di caccia dove ci aspettavano degli italianissimi  fumanti rigatoni al ragù innaffiati da un robusto Primitivo di Mandria che a dire dei nostri vecchi  “ti fa fare il figlio maschio e non la femmina ! “

Alla sera, stanco, prima di addormentarmi di un sonno pieno di selvaggina, penso alle starne  che ho ripetutamente inseguito durante il giorno e cerco di immaginare come saranno le future imprese.

Ora attendo di poter tornare a “visitare con schioppo” questi volatili, non solo per il piacere di cacciarle ma di rivivere dei momenti che da noi in Italia non sono più possibili né permessi ormai da anni ed anni.

Saranno i miei compiuti 50anni, sarà la maturità venatoria raggiunta ma ad un abbondante carniere preferisco sempre una cacciata sobria ma straripante di impagabili emozioni appartenenti ad un tempo lontano, andato, al sapore del primo caffè casereccio e della prima sigaretta mattutina, al bearmi alla vista del lavoro dei mie amatissimi cani, al “bacio-onore” dato alla starna appena raccolta e poi riposta nella cacciatora……tutti riti ben auguranti e rispettosi del volatile ormai caduto insegnatimi dai nostri canuti ma saggi padri cacciatori.

Spero vivamente che la Angelini Caccia da Lucca voglia riaccettarmi tra i suoi clienti permettendomi di vivere quanto qui da ultimo detto, non dimenticando di ringraziarli anche per le ottime gite venatorie fatte lo scorso 2006, gli abbondanti carnieri ad acquatici e la squisita professionalità unita ad un’eccellente ospitalità simbiosi rarissima in tempi consumistici e frenetici come gli attuali.

Piacevolissimo obbligo mi è anche il ringraziare Paolo Togni per i suoi ottimi e spassionati consigli in campo venatorio oltre per la stima che oramai ci lega.

Saluti cari a tutti ed un arrivederci a presto….magari a starne in Ungheria.

 
 
 
 

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