La magia della caccia: i cacciatori, i cani, la selvaggina, i fucili, le cartucce

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 Racconti di caccia e cacciatori
 

Autore: Franco Talozzi

Titolo: Ottave scherzose sulla squadra anghiarese di caccia al cinghiale

racconti di caccia

 
 

Là, in quelle terre basse della “Chiana”

Alla “Colmata” dove sono nato,

Nella memoria mai s’allontana

Quel tempo che non ho dimenticato:

Sulla palude gracida la rana, 

Da tanta selvaggina circondato:

Per me la caccia diventò il “credo”               

Grande maestro fu ‘l mi babbo Alfredo

 
Argomento

I cacciator,dei cani la bravura

Delle padelle, dei cinghiali, io canto

Dell’allegria, del passatempo ancora

All’aria fresca, al soffiar del vento;

Dei ruscelletti l’acqua chiara e pura

Del buon umore con gli amici accanto

Della brezza, delle fronde il mormorio

Tutto il concerto ch’ha creato Dio!

 

Se la parola mia riuscir potesse

A dimostrar a color che son nemici,

E se nessun pregiudizio s’avesse

Per mangiare i polli e le pernici;

Il cacciatore ha molto interesse

Che le genti del mondo sian felici:

Ma ve lo giuro che tutti si sente

Ch’è molto meglio rispettar l’ambiente!

 

In questo mondo tanto tribolato

Di giorno in giorno il bene s’allontana,

Dentro di noi abbian dimenticato

Del giusto viver la vita nostrana:

Ciò che un tempo ci venne insegnato;

Che l’onestà non fosse cosa vana:

Col consumismo tutto, tutto piace

Ma non sappiamo più cos’è la pace.

 

Così, quando cacciamo in compagnia,

Per valli e monti, fossi e spinaccioni

Ci riprendiamo quella cortesia

E ci sentiamo meglio e tutti buoni;

Del mondo scrdian la frenesia

Il gran via-vai e della guerra i tuoni:

Il buon’umore allor per noi prevale

E non c’importa d’ammazzar cinghiale!

 

Questi sian noi, l’odiati cacciatori,

che additati al pubblico flagello,

possiamo ammazzare i genitori

Ma guai se spariamo ad un fringuello!

E la T.V. grida:- dai agli untori -

Alle masse rivolge il proprio appello:

- Ecco gli spergitor tanto spietati -

E come crminal siamo additati!

 
 

Tanti ricordi scrivere vorrei

Se m’aiuterà la mente mia

E se riuscirò non lo saprei

Perciò impegnerò la fantasia,

Altrimenti arrivare non potrei

A parlare di quanti in poesia

Ebbi modo conoscere cacciando,

Che ad uno ad uno andrò nominando.

 
Ad Ottavio Gambacci

Salute! Grazie, caro Presidente

Condottiero indiscusso del plotone,

di battute tu n’hai fatte tante

da “Traverseto”, giù dentro il “Buffone”.

La tua presenza è sempre costante

Discreta, con saggia direzione:

col caro Adamo vai fino ai “Pratacci”

in cerca del cinghial, bravo Gambacci!

 
Ad Alessandro Alberti

 

E’ tanto bravo che non ha confronti

E per cacciare non si ferma mai,

cammina per i piani e per i monti

anche a volere non lo fermerai;

in altre terre è andato per incontri

con beccacce che là, si trovan  assai:

quest’è l’Alberti che bene si nota,

solo è restio per pagar la quota!!

 

A Domenico Albiani

Da S.Fiora arriva un gran signore

Di volontà fornito e cortesia,

l’Albiani non fa quasi mai rumore

piacevole è la sua compagnia.

Da sotto il baffo mostra buon’umore

Sempre una risata d’allegria:

Domenico è cinghialaio di razza

Quando lo centra o quando lo strapazza!

 
A Nilo Alessandrini

Nilo è una grandissima figura,

cacciatore stimato in ogni parte,

lo riconosci dalla sua andatura

lento cammina con la gamba forte.

Beneficiato fu dalla natura

Racconta barzellette con ver’arte:

Quando il cinghial ferisce cerca l’ossa

Su, dal “Prattaccio”, giù fino alla “Fossa”!

 

A Dino Androni

Gran simpatia sprizza l’Andreoni

Quando scherza con Nello suo amico

Che l’accusa di tanti padelloni

Forando al cinghial solo il belico!

Armato va con tante munizioni,

carabina in  fucile convertito,

tanti grifuti con essi strapazza

ogni trenta febbraio uno l’ammazza!

 

A Massimo Belletti

Massimo è corretto cacciatore

Che da Rimini a qua s’è trasferito,

Assieme al padre lui s’è fatto onore

E lamentarsi mai non l’ho sentito.

Alla posta non fa punto rumore

Veloce sul grilletto preme il dito:

Quando a “Cafaggio” sul  fosso era andato

Due cinghiali lontano ha fulminato!

 

A Cesarino Belletti

E’ brutto fra di noi far confronti

Ma sempre esiste qualche differenza

Perciò conviene tutto vi racconti

Quando feci una buona conoscenza;

E fu a S.Piero tra colline e monti

Conobbi un cacciatore d’esperienza:

Cesarino Belletti il “riminese”

Di lui potrei narrare tante imprese!

 
A Pier Paolo Berti

Per Paolo Berti, ora l’ottava affronto,

Tempra di cacciator forte davvero,

Calmo, sicuro, ad ogni evento pronto,

Traccia bene il cinghiale sul sentiero.

Della fatica non tiene mai conto

Perch’é di gran passione prigioniero:

L’adrenalina gli fa un tuffo forte

Quando al nero grifuto da la morte!

 
Al Bolognini Angelo

Un uomo di statura assai elevato

Ha per la caccia una passione vera,

Tutte le specie di braccar ha cercato

E lo farebbe da mattino a sera.

Dalla città d’Arezzo è arrivato,

Ugo lo presentò in buona maniera:

Questo è ‘l Bolognini cacciatore

Che quando spara spesso si fa onore!

 

Ad Azzelio Boncompagni

Di qua, di là, latran correndo i cani

Schiamazzano gli uccelli spaventati

S’odono lassù in alto grida strani

Gli scaccini sembrano indiavolati.

I loro fracassi non saranno vani

Perché i cinghiali sono presto scovati:

Scappa il grifuto davanti alla canizza

Di fronte al Boncompagni l’occhio strizza!!

 
Ad Aldo Ceccantini

E’ sempre dappertutto il Ceccantini

Dall’atc, al ripopolamento,

Il suo interesse non mostra confini

Lavora con bravura e con talento.

Con lui noi tutti ci mostrina carini

Sperando che ci metta sottovento:

Nello sparar ha l’occhio strabicato

Malgrado tenga il culo spalancato!

 

Ad Enzo Checcaglini

Ad Enzo Checcaglini or muovo il canto

Per porgergli un saluto di cuore

 Per la “giovane” età può farsi vanto

D’essere ancora un buon cacciatore;

Con il suo venti, di tanto in tanto

Spara dei colpi che non fan rumore:

Alla buona sorte lui s’appella

Quando lo ammazza o quando lo padella.

   

A Florido Chiribini

Il tardo autunno la terra bagnava,

Si metteno le poste ai “Tagliaferri”

Laggiù, sul bosco un cane abbaiava,

Sopra le querce volano i fringuelli.

Un branco di cinghiali scappava

Di quelli neri e di quei più belli:

Gli spara il Chiribini là appostato

E di padelle vince il campionato!!

   

A Severino Castelli

Pacato e calmo, il cacciator Cestelli

Che di S.Leo accresce la brigata,

Col suo schioppo non concede appelli

A quei cinghiali in tutta la giornata.

Quando fu la battuta ai Tagliaferri

Il grifuto partì con coda alzata:

Veloce Severin la mira prese

Ed il cinghiale a terra distese!!

   

Ad Ugo Doveri

Ed un evviva al Doveri aretino

Che con passione frequenta la caccia

Ha cominciato quando era bambino

A sparare al fagiano e alla beccaccia.

Tante volte gli son stato vicino,

Ho visto che il fucile bene imbraccia:

Malgrado gli anni è buon tiratore

Manda molti cinghiali al creatore!

   

A Loris De Paoli

Ora convien che la mia rima affronti

Un cacciator con doti sconosciute,

Il suo stile non conosce confronti

Si porta lesto in tutte le battute:

Il suo fucile sa far bene i conti,

Anche se qualche volta fa starnuti…

De Paoli Loris si fa sempre onore

E quando spara è buon colpitore!

   

A Marino del Pia

E’ tanta la passione per la caccia

E l’impegno che ci mette Marino,

Ricordo la battuta alla”Casaccia”

Si misero le poste sul mattino;

Di colpo si ruppe la bonaccia,

I cani abbaiarono vicino:

A quel cinghial toccò una sorte ria

Lo fulminò la palla di Del Pia!

   

Ad Aldo del Pianta

Un Anghiarese ch’è nato a Casale

In quel d’Arezzo poi s’è trasferito

La sua passione per la caccia è tale

Che appostar ‘l cinghiale ha preferito:

L’appartenenza è vecchia e risale

A quando Ottavio gli fece l’invito:

Aldo a “Straniano” ben si comportava

Tre cinghiali alla posta ammazzava!

   

A Pasquale del Pianta

Il sole tramontava dietro il monte,

l’autunno mostrava il suo colore,

Seduto era Pasquale là di fronte,

Sul bosco di “Daniela” c’è un rumore.

Ed ecco un fruscio fra le piante,

Il porco vola come un reattore:

Da sotto il cul gli toglie lo sgabello

Del Pianta lo padella senza appello!

   

Ad Aldo Franchi

Gli anni che porti, ora ti fanno onore

Così è la vita e fugace il tempo

A te l’ottava la canto col cuore

Uomo d’onore sei di grande esempio.

Hai avuto per la caccia un grande amore

Anche quando l’annate vanno a stento:

Se alla posta t’arriva il cinghiale

La palla d’Alfio è sempre mortale!

 

 

A Sauro Franchi

O come invidio tanto gli anni tuoi,

Veloce fuggi al bosco come il vento,

Ogni specie di caccia far tu puoi,

Di giorno o notte, in ogni momento.

Bravo scaccino e fiero sei per noi

Con i tuoi cani ti sai fare vanto:

Tanti cinghiali hai dato la morte

Ma la beccaccia è ‘l tu pezzo forte!

   

Ad Adamo Grazi

Un bravo cacciatore sul cammino

Della mia vita un giorno ho incontrato,

E’ un piacere  a stargli vicino

Ch’è silenzioso quasi come un muto;

Capite? Ch’io Parlo di Damino,

Che dà alla squadra un grande contributo:

Sul far del giorno con il primo albore

Comincia il suo cercar di”tracciatore”!

   

Ad Adamo Grazi

Ed ecco un cacciatore di talento

Meglio di Zorro lui fa lo scaccino

Il Re di Valle non prova sgomento

Quando è sul folto o sul viottolino.

Insegue il grifuto come il vento

Non gli dà pace gl’è sempre vicino:

Ottima mira ha sulla boscaglia

Lo centra e ammazza con la sua mitraglia!

   

A Giuseppe Guerrini

La tua passione non trova confini

Per te cacciare è gioia e fantasia

Col passar degli anni non t’inchini

E più d’un giovinastro hai frenesia.

Spari ai cinghiali anche fra gli spini

E spesso ti ritrovi in compagnia,

Di quelli che si dicon sfortunati

Perché i grifuti hanno padellati!

   

Ad Enaudio Gragnoli

Il 12 novembre alla “Palmina”

Bene appostati s’era dietro al monte,

Ed ecco la canizza s’avvicina

Proprio diretta verso noi di fronte;

Veloce il cinghiale il fosso scrina,

Enaudio mira dritto sulla fronte:

Ma il “grifuto”in quel punto saltella

Così ne nacque una grossa padella!

   

A Luigi Guidi

Con gran piacere questa ottava affronto

Per cantar di chi viene da lontano

E parlerò senza nessuno sconto

D’un cacciator ch’è nato sul “Titano”;

Dell’ultime vicende or vi racconto

Che al Guidi succede un caso strano:

Con la nuova carabina Benelli

Ogni battuta avviene che padelli!

   

A Gino Innocenti

Ancora la memoria mia s’ingegna

Per ricordar un fiero cacciatore

Che con la sua passione c’insegna

A comportarci bene e con onore.

Di lepraiolo la sua storia è degna

D’essere raccontata con calore:

Davanti all’Innocenti ora m’inchino

Sterminator di lepri, sei tu Gino!!

   

A Fabio Innocenti

Un giovin cacciator dall’occhio fino

Ch’ha la passion di fare il lepraiolo;

Or sta facendo casa al “Botteghino”

E D’Innocenti Gino è figliolo.

A buio parte con Dario e Beppino

Con la muta dei cani pel “Bagnolo”:

Quando la caccia al lepre è terminata

Rivolge al cinghial la schioppettata!

   

A Giorgio Pollini

La Dea Diana gli da incitamento

Per affrontar il lungo viaggio

Ma il bravo Giorgio non prova sgomento

Da S.Marino vien fino a Cafaggio,

E tanto brama con il sentimento

Di prendere il cinghiale per ostaggio:

Ma la cosa per lui assai più bella

E’ sfottere Luigi che padella!!

   

A Marco Marchesini

Al Marchesini questa ottava assegno

Esternando la mia ammirazione

E’ un vero cacciatore d’esser degno

Di tutta la nostra comprensione.

Malgrado il male, lui ha tenuto impegno

Alla battuta vien con convinzione

D’incontrare qualche volta il cinghiale

E di sparagli una palla mortale!

 

 

A Fabio Meozzi

Un cinghialaio doc, trasferito

Nella città di Piero ad abitare

D’essere nato qui non s’è pentito

E non ha smesso mai di cacciare.

Alla squadra dà suo buon’aiuto

Sapendo anche i cinghiali macellare:

Fabio alla posta tien la vista attenta

Quando spara al selvatico lo centra!

   

Ad Angelo Mercatelli

Al pari d’un grande condottiero

Ci guida il Mercatelli alla battuta,

E’ il primo alla mattina sul sentiero,

Con ansia noi aspettiam la venuta.

Conduce la brigata da guerriero

Sempre dei cani accresce ben la muta:

Cammina molto, mai che lui si stanchi

Solo è contrario di cacciare ai “ranchi”!!

   

A Virus Merendelli

Un altro cacciator prendo in visione

Che al porco selvaggio è convertito,

Ha ucciso tante lepri con Vilmone

E di cacciare, mai non s’è pentito.

Bene ricordo il babbo tuo “Giubbone”,

Gran tempra d’uomo di coraggio ardito:

Caro Virus degli anni l’hai abbastanza

Arriverai a dieci oltre novanta!

   

Ad Anselmo Meucci

Rivolgo il verso mio al prode Anselmo

Grande amator e veloce postino

Bene alla posta tiene il piede fermo

E della macchia conosce il cammino.

Quando lassù si scatenò l’inferno,

Il selvatico gli passò vicino,

Il Meucci l’archibugio imbracciava

A quel cinghiale la vita terminava!

   

A Giuseppe Meucci

Da molto tempo noi ci conosciamo,

Se mi ricordo, t’incontrai a cacciare

E’ dal quel tempo amicizia abbiamo

Che nessuno di noi potrà scordare.

Cacciavo là, sempre sotto Scoiano

E tu Meucci stavi a lavorare:

L’augurio che ti faccio ora in avanti

Che i cinghiali ammazzi tutti quanti!

   

A Mario Mondani

Un salutone caro va al Mondani

Che è davvero un amico schietto

Ci puoi contar per oggi e per domani,

Alla battuta vien col suo schizzetto.

Laggiù in “Violeta” abbaiarono i cani

Mario fu pronto ha premere il grilletto:

Fuggiva il cinghiale sul fossato

Col suo schioppino lui l’ha fulminato

   

A Otello Mori

Buon sangue non tradisce mai l’attesa,

Otello Mori è cacciatore ardito,

con tanti cani e con tanta impresa

continua le gesta del padre Benito.

Tiene la tradizione sempre accesa,

Qualche battuta di tanto ha fallito:

Purtroppo il suo”Ronaldo”va da solo

E scambia il cinghial pel capriolo!!

   
A Pier Giorgio Muccioli

A salutare Giorgio or m’incammino

Esperto tracciatore di talento

Nelle battute ha fiuto sopraffino

Bene mette le poste controvento.

E’ ‘l primo ad uscire sul mattino

Della bufera non prova sgomento:

Tantissimi cinghiali ha tracciati

Pochi n’ha morti e molti padellati!!

   

A Mario Palazzeschi

Distinto e silenzioso cacciatore

Non si mette mai in nessun guaio

Collabora con perizia e con ardore

Col caro Nilo può far bene il paio.

Se del cinghiale lui ha il sentore

Pronto si scorda d’essere un lepraio:

Mira veloce su per la bindella

Son più quelli che piglia o che padella!

   

A Silvano Paterni

Un Cacciatore che non si scompone

Sia quando chiappa che quando padella

Con il “Bricchetta”è sempre in azione

Su da “Cafaggio” e intorno alla”Casella”.

Lui parla poco e non fa confusione,

cammina lesto come una gazzella;

La carabina tien stretta sulla mano

Padella e ammazza pur, bravo Silvano!!

   

A Piero Rosadi

Fra i primi cacciatori del cinghiale

E’ da annoverare il buon Pierotto,

con il suo cane caccia la stanziale

in cerca sempre di qualche leprotto.

Di tanto in tanto, un peccato veniale

Quando al cinghiale gliela fa di sotto,

Ma quella volta lassù agli “scopeti”

Tre bei cinghiali a terra avea distesi!

   

A Daniele Rossi

Pregiato cacciator, bravo scaccino

Spesso bisticcia con questo e con quello,

Ma ve lo giuro che non fa casino

Il buon Daniele ch’è chiamato Nello.

Caccia da solo come un clandestino

Però è sempre presente sul più bello:

Con il suo venti a palla caricato

tantissimi cinghiali ha sterminato!

   

A Maurizio Rossi

Il Rossi Maurizio,ossia”Bricchetta”

Caccia il cinghiale con tanta passione,

Quando li ammazza li mette a cassetta

Stivati come massi sul furgone.

Col Paterni fanno spesso coppietta

E silenziosi vanno in postazione:

Maurizio ai “ranchi”la mira ben prese

Due bei cinghiali a terra distese!

   

A Fortunato Senesi

Tremendo spergitor, dai piani ai monti,

Dal  lago al mare non si ferma mai,

Le sue avventure non hanno confronti,

Se te le dice,non le scorderai.

I suoi cinghiali s’ergono a bisonti,

E le cartucce al pari dei mortai,

Colorite son le sue maniere

Di Fortunato, Vovve o Bracconiere!!

   

A Giovanni Severi

Vorace mangiator, sempre affamato

Cartocci, cartoccin, sporte e tegami,

Sulla sua gip tutto affastellato:

Funghi,coperte,robe pacchi strani.

Buon cacciator alla posta allertato

Per ascoltare l’abbaiar dei cani:

Le sue padelle non hanno misteri

Qust’è”Trippa di cuoio”ossia il Severi!!

   

A Loris Senesi

Peccato che al Senesi il tempo manca

Per venire più spesso alla battuta,

Di raccomandare mai si stanca

Che le poste non sian alla sprovveduta.

Chiaro è il suo dire e con voce franca

Vuol che la regola sia ben tenuta:

Questo gli preme e a questo s’appella

E non gl’importa quando fa padella!

   

Ad Alfideo Taddei

Un prode cacciator, vive in S.Leo

Che notte e giorno tien ‘l fucile in mano

Ad ogni animal fa “marameo”

Dalla lepre, al capretto, al fagiano.

Più furbo d’una volpe è Alfideo,

Cammina per il bosco piano piano:

Quando alla posta gli passa il cinghiale

Gli spara il colpo ch’è spesso mortale!

   

A Marino Taburini

La rima porta avanti il mio pensiero

Che va volando là per valli e monti

Ed ecco un altro cacciatore vero

Che col cinghiale sa far bene i conti.

Il suo schioppo è un vecchio guerriero

Che con le prede ha fatto tanti incontri:

Ferito il mio cinghiale se ne andava

Marino Tamburini lo ammazzava!

   

A Paolo Tamburni

Se il colorito bosco avesse voce

Potrebbe raccontarne delle belle

Purtroppo dentro il folto tutto tace

Di Paolo non sappiamo le padelle!

Quando il cinghiale se ne va veloce

Tra tante grida e tante procelle:

Dalla canizza viene accerchiato

L’ammazza il Tamburini accoltellato!

   

A Lino Urbinati

A la passion di Lino io m’inchino

Ore d’auto per venire a caccia

E’ un piacere a stargli vicino

In compagnia oppure sulla macchia;

di tanto in tanto non vede il mirino

ma del cinghial vede bene la traccia:

Ricordo quella battuta lassù al “prato”

Quando un grosso cinghiale ha fulminato!

   

A Dario Verdelli

E come posso scordare il Verdelli?

Corretto e stimato cacciatore,

Purtroppo con l’età siamo fra quelli

Che ogni tanto vanno dal dottore.

Ma, meglio ricordare i tempi belli

Quando davvero si faceva amore:

Dario, t’invio un augurio sincero

Che tu possa tornar come un guerriero!!

   

A Stefano Neri

Cosa dirò di te, o caro Neri

Che raramente vieni alla battuta?

Ma i versi li dedico sinceri

Con la speranza della tua venuta.

Il fucile per te non ha misteri

Tieni la mira bene provveduta:

Di venir spesso ora ti faccio appello

In Anghiari dove hai messo l’anello!

   

A me stesso Franco Talozzi

E come faccio a parlarmi addosso

Dopo aver burlato tutti quanti?

Ma sottrarmi al giudizio ormai non posso

Allor eccomi qua, mi faccio avanti:

Quella battuta a “Schieto”giù sul fosso

Quando il cinghiale mi passò davanti

Cinque colpi sparai all’animale

Facendo una padella colossale!!

 

Finito ho il mio dir, or faccio festa,

perché la storia ormai non va più avanti,

sicché di fare adesso non mi resta,

che ringraziare tutti gli ascoltanti,

ond’io perciò piegandomi la testa

m’inchino e saluto tutti quanti:

sempre in cor  porterò la nostalgia

di questa bella e amena compagnia!

 

 
 
 
 
 

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