| |
Là, in
quelle
terre
basse
della
“Chiana”
Alla
“Colmata”
dove
sono
nato,
Nella
memoria
mai
s’allontana
Quel
tempo
che non
ho
dimenticato:
Sulla
palude
gracida
la
rana,
Da tanta
selvaggina
circondato:
Per me
la
caccia
diventò
il
“credo”
Grande
maestro
fu ‘l mi
babbo
Alfredo |
| |
|
Argomento |
I
cacciator,dei
cani la
bravura
Delle
padelle,
dei
cinghiali,
io canto
Dell’allegria,
del
passatempo
ancora
All’aria
fresca,
al
soffiar
del
vento;
Dei
ruscelletti
l’acqua
chiara e
pura
Del buon
umore
con gli
amici
accanto
Della
brezza,
delle
fronde
il
mormorio
Tutto il
concerto
ch’ha
creato
Dio!
Se la
parola
mia
riuscir
potesse
A
dimostrar
a color
che son
nemici,
E se
nessun
pregiudizio
s’avesse
Per
mangiare
i polli
e le
pernici;
Il
cacciatore
ha molto
interesse
Che le
genti
del
mondo
sian
felici:
Ma ve lo
giuro
che
tutti si
sente
Ch’è
molto
meglio
rispettar
l’ambiente!
In
questo
mondo
tanto
tribolato
Di
giorno
in
giorno
il bene
s’allontana,
Dentro
di noi
abbian
dimenticato
Del
giusto
viver la
vita
nostrana:
Ciò che
un tempo
ci venne
insegnato;
Che
l’onestà
non
fosse
cosa
vana:
Col
consumismo
tutto,
tutto
piace
Ma non
sappiamo
più
cos’è la
pace.
Così,
quando
cacciamo
in
compagnia,
Per
valli e
monti,
fossi e
spinaccioni
Ci
riprendiamo
quella
cortesia
E ci
sentiamo
meglio e
tutti
buoni;
Del
mondo
scrdian
la
frenesia
Il gran
via-vai
e della
guerra i
tuoni:
Il buon’umore
allor
per noi
prevale
E non
c’importa
d’ammazzar
cinghiale!
Questi
sian
noi,
l’odiati
cacciatori,
che
additati
al
pubblico
flagello,
possiamo
ammazzare
i
genitori
Ma guai
se
spariamo
ad un
fringuello!
E la
T.V.
grida:-
dai agli
untori -
Alle
masse
rivolge
il
proprio
appello:
- Ecco
gli
spergitor
tanto
spietati
-
E come
crminal
siamo
additati! |
| |
| |
Tanti
ricordi
scrivere
vorrei
Se
m’aiuterà
la mente
mia
E se
riuscirò
non lo
saprei
Perciò
impegnerò
la
fantasia,
Altrimenti
arrivare
non
potrei
A
parlare
di
quanti
in
poesia
Ebbi
modo
conoscere
cacciando,
Che ad
uno ad
uno
andrò
nominando. |
| |
|
Ad
Ottavio
Gambacci |
Salute!
Grazie,
caro
Presidente
Condottiero
indiscusso
del
plotone,
di
battute
tu n’hai
fatte
tante
da “Traverseto”,
giù
dentro
il
“Buffone”.
La tua
presenza
è sempre
costante
Discreta,
con
saggia
direzione:
col caro
Adamo
vai fino
ai
“Pratacci”
in cerca
del
cinghial,
bravo
Gambacci! |
| |
Ad
Alessandro
Alberti
|
E’ tanto
bravo
che non
ha
confronti
E per
cacciare
non si
ferma
mai,
cammina
per i
piani e
per i
monti
anche a
volere
non lo
fermerai;
in altre
terre è
andato
per
incontri
con
beccacce
che là,
si
trovan
assai:
quest’è
l’Alberti
che bene
si nota,
solo è
restio
per
pagar la
quota!! |
| |
|
A
Domenico
Albiani |
Da
S.Fiora
arriva
un gran
signore
Di
volontà
fornito
e
cortesia,
l’Albiani
non fa
quasi
mai
rumore
piacevole
è la sua
compagnia.
Da sotto
il baffo
mostra
buon’umore
Sempre
una
risata
d’allegria:
Domenico
è
cinghialaio
di razza
Quando
lo
centra o
quando
lo
strapazza! |
| |
|
A
Nilo
Alessandrini |
Nilo è
una
grandissima
figura,
cacciatore
stimato
in ogni
parte,
lo
riconosci
dalla
sua
andatura
lento
cammina
con la
gamba
forte.
Beneficiato
fu dalla
natura
Racconta
barzellette
con ver’arte:
Quando
il
cinghial
ferisce
cerca
l’ossa
Su, dal
“Prattaccio”,
giù fino
alla
“Fossa”! |
| |
|
A Dino
Androni |
Gran
simpatia
sprizza
l’Andreoni
Quando
scherza
con
Nello
suo
amico
Che
l’accusa
di tanti
padelloni
Forando
al
cinghial
solo il
belico!
Armato
va con
tante
munizioni,
carabina
in
fucile
convertito,
tanti
grifuti
con essi
strapazza
ogni
trenta
febbraio
uno
l’ammazza! |
| |
|
A
Massimo
Belletti |
Massimo
è
corretto
cacciatore
Che da
Rimini a
qua s’è
trasferito,
Assieme
al padre
lui s’è
fatto
onore
E
lamentarsi
mai non
l’ho
sentito.
Alla
posta
non fa
punto
rumore
Veloce
sul
grilletto
preme il
dito:
Quando a
“Cafaggio”
sul
fosso
era
andato
Due
cinghiali
lontano
ha
fulminato! |
| |
|
A
Cesarino
Belletti |
E’
brutto
fra di
noi far
confronti
Ma
sempre
esiste
qualche
differenza
Perciò
conviene
tutto vi
racconti
Quando
feci una
buona
conoscenza;
E fu a
S.Piero
tra
colline
e monti
Conobbi
un
cacciatore
d’esperienza:
Cesarino
Belletti
il
“riminese”
Di lui
potrei
narrare
tante
imprese! |
| |
|
A Pier
Paolo
Berti |
Per
Paolo
Berti,
ora
l’ottava
affronto,
Tempra
di
cacciator
forte
davvero,
Calmo,
sicuro,
ad ogni
evento
pronto,
Traccia
bene il
cinghiale
sul
sentiero.
Della
fatica
non
tiene
mai
conto
Perch’é
di gran
passione
prigioniero:
L’adrenalina
gli fa
un tuffo
forte
Quando
al nero
grifuto
da la
morte! |
| |
|
Al
Bolognini
Angelo |
Un uomo
di
statura
assai
elevato
Ha per
la
caccia
una
passione
vera,
Tutte le
specie
di
braccar
ha
cercato
E lo
farebbe
da
mattino
a sera.
Dalla
città
d’Arezzo
è
arrivato,
Ugo lo
presentò
in buona
maniera:
Questo è
‘l
Bolognini
cacciatore
Che
quando
spara
spesso
si fa
onore! |
| |
|
Ad
Azzelio
Boncompagni |
Di qua,
di là,
latran
correndo
i cani
Schiamazzano
gli
uccelli
spaventati
S’odono
lassù in
alto
grida
strani
Gli
scaccini
sembrano
indiavolati.
I loro
fracassi
non
saranno
vani
Perché i
cinghiali
sono
presto
scovati:
Scappa
il
grifuto
davanti
alla
canizza
Di
fronte
al
Boncompagni
l’occhio
strizza!! |
| |
|
Ad Aldo
Ceccantini |
E’
sempre
dappertutto
il
Ceccantini
Dall’atc,
al
ripopolamento,
Il suo
interesse
non
mostra
confini
Lavora
con
bravura
e con
talento.
Con lui
noi
tutti ci
mostrina
carini
Sperando
che ci
metta
sottovento:
Nello
sparar
ha
l’occhio
strabicato
Malgrado
tenga il
culo
spalancato! |
| |
|
Ad Enzo
Checcaglini |
Ad Enzo
Checcaglini
or muovo
il canto
Per
porgergli
un
saluto
di cuore
Per la
“giovane”
età può
farsi
vanto
D’essere
ancora
un buon
cacciatore;
Con il
suo
venti,
di tanto
in tanto
Spara
dei
colpi
che non
fan
rumore:
Alla
buona
sorte
lui
s’appella
Quando
lo
ammazza
o quando
lo
padella. |
| |
|
|
A
Florido
Chiribini |
Il tardo
autunno
la terra
bagnava,
Si
metteno
le poste
ai
“Tagliaferri”
Laggiù,
sul
bosco un
cane
abbaiava,
Sopra le
querce
volano i
fringuelli.
Un
branco
di
cinghiali
scappava
Di
quelli
neri e
di quei
più
belli:
Gli
spara il
Chiribini
là
appostato
E di
padelle
vince il
campionato!! |
| |
|
|
A
Severino
Castelli |
Pacato e
calmo,
il
cacciator
Cestelli
Che di
S.Leo
accresce
la
brigata,
Col suo
schioppo
non
concede
appelli
A quei
cinghiali
in tutta
la
giornata.
Quando
fu la
battuta
ai
Tagliaferri
Il
grifuto
partì
con coda
alzata:
Veloce
Severin
la mira
prese
Ed il
cinghiale
a terra
distese!! |
| |
|
|
Ad Ugo
Doveri |
Ed un
evviva
al
Doveri
aretino
Che con
passione
frequenta
la
caccia
Ha
cominciato
quando
era
bambino
A
sparare
al
fagiano
e alla
beccaccia.
Tante
volte
gli son
stato
vicino,
Ho visto
che il
fucile
bene
imbraccia:
Malgrado
gli anni
è buon
tiratore
Manda
molti
cinghiali
al
creatore! |
| |
|
|
A Loris
De Paoli |
Ora
convien
che la
mia rima
affronti
Un
cacciator
con doti
sconosciute,
Il suo
stile
non
conosce
confronti
Si porta
lesto in
tutte le
battute:
Il suo
fucile
sa far
bene i
conti,
Anche se
qualche
volta fa
starnuti…
De Paoli
Loris si
fa
sempre
onore
E quando
spara è
buon
colpitore! |
| |
|
|
A Marino
del Pia |
E’ tanta
la
passione
per la
caccia
E
l’impegno
che ci
mette
Marino,
Ricordo
la
battuta
alla”Casaccia”
Si
misero
le poste
sul
mattino;
Di colpo
si ruppe
la
bonaccia,
I cani
abbaiarono
vicino:
A quel
cinghial
toccò
una
sorte
ria
Lo
fulminò
la palla
di Del
Pia! |
| |
|
|
Ad Aldo
del
Pianta |
Un
Anghiarese
ch’è
nato a
Casale
In quel
d’Arezzo
poi s’è
trasferito
La sua
passione
per la
caccia è
tale
Che
appostar
‘l
cinghiale
ha
preferito:
L’appartenenza
è
vecchia
e risale
A quando
Ottavio
gli fece
l’invito:
Aldo a
“Straniano”
ben si
comportava
Tre
cinghiali
alla
posta
ammazzava! |
| |
|
|
A
Pasquale
del
Pianta |
Il sole
tramontava
dietro
il
monte,
l’autunno
mostrava
il suo
colore,
Seduto
era
Pasquale
là di
fronte,
Sul
bosco di
“Daniela”
c’è un
rumore.
Ed ecco
un
fruscio
fra le
piante,
Il porco
vola
come un
reattore:
Da sotto
il cul
gli
toglie
lo
sgabello
Del
Pianta
lo
padella
senza
appello! |
| |
|
|
Ad Aldo
Franchi |
Gli anni
che
porti,
ora ti
fanno
onore
Così è
la vita
e fugace
il tempo
A te
l’ottava
la canto
col
cuore
Uomo
d’onore
sei di
grande
esempio.
Hai
avuto
per la
caccia
un
grande
amore
Anche
quando
l’annate
vanno a
stento:
Se alla
posta
t’arriva
il
cinghiale
La palla
d’Alfio
è sempre
mortale!
|
|
|
|
|
A Sauro
Franchi |
O come
invidio
tanto
gli anni
tuoi,
Veloce
fuggi al
bosco
come il
vento,
Ogni
specie
di
caccia
far tu
puoi,
Di
giorno o
notte,
in ogni
momento.
Bravo
scaccino
e fiero
sei per
noi
Con i
tuoi
cani ti
sai fare
vanto:
Tanti
cinghiali
hai dato
la morte
Ma la
beccaccia
è ‘l tu
pezzo
forte! |
| |
|
|
Ad Adamo
Grazi |
Un bravo
cacciatore
sul
cammino
Della
mia vita
un
giorno
ho
incontrato,
E’ un
piacere
a
stargli
vicino
Ch’è
silenzioso
quasi
come un
muto;
Capite?
Ch’io
Parlo di
Damino,
Che dà
alla
squadra
un
grande
contributo:
Sul far
del
giorno
con il
primo
albore
Comincia
il suo
cercar
di”tracciatore”! |
| |
|
|
Ad Adamo
Grazi |
Ed ecco
un
cacciatore
di
talento
Meglio
di Zorro
lui fa
lo
scaccino
Il Re di
Valle
non
prova
sgomento
Quando è
sul
folto o
sul
viottolino.
Insegue
il
grifuto
come il
vento
Non gli
dà pace
gl’è
sempre
vicino:
Ottima
mira ha
sulla
boscaglia
Lo
centra e
ammazza
con la
sua
mitraglia! |
| |
|
|
A
Giuseppe
Guerrini |
La tua
passione
non
trova
confini
Per te
cacciare
è gioia
e
fantasia
Col
passar
degli
anni non
t’inchini
E più
d’un
giovinastro
hai
frenesia.
Spari ai
cinghiali
anche
fra gli
spini
E spesso
ti
ritrovi
in
compagnia,
Di
quelli
che si
dicon
sfortunati
Perché i
grifuti
hanno
padellati! |
| |
|
|
Ad
Enaudio
Gragnoli |
Il 12
novembre
alla
“Palmina”
Bene
appostati
s’era
dietro
al
monte,
Ed ecco
la
canizza
s’avvicina
Proprio
diretta
verso
noi di
fronte;
Veloce
il
cinghiale
il fosso
scrina,
Enaudio
mira
dritto
sulla
fronte:
Ma il
“grifuto”in
quel
punto
saltella
Così ne
nacque
una
grossa
padella! |
| |
|
|
A Luigi
Guidi |
Con gran
piacere
questa
ottava
affronto
Per
cantar
di chi
viene da
lontano
E
parlerò
senza
nessuno
sconto
D’un
cacciator
ch’è
nato sul
“Titano”;
Dell’ultime
vicende
or vi
racconto
Che al
Guidi
succede
un caso
strano:
Con la
nuova
carabina
Benelli
Ogni
battuta
avviene
che
padelli! |
| |
|
|
A Gino
Innocenti |
Ancora
la
memoria
mia
s’ingegna
Per
ricordar
un fiero
cacciatore
Che con
la sua
passione
c’insegna
A
comportarci
bene e
con
onore.
Di
lepraiolo
la sua
storia è
degna
D’essere
raccontata
con
calore:
Davanti
all’Innocenti
ora
m’inchino
Sterminator
di
lepri,
sei tu
Gino!! |
| |
|
|
A Fabio
Innocenti |
Un
giovin
cacciator
dall’occhio
fino
Ch’ha la
passion
di fare
il
lepraiolo;
Or sta
facendo
casa al
“Botteghino”
E
D’Innocenti
Gino è
figliolo.
A buio
parte
con
Dario e
Beppino
Con la
muta dei
cani pel
“Bagnolo”:
Quando
la
caccia
al lepre
è
terminata
Rivolge
al
cinghial
la
schioppettata! |
| |
|
|
A
Giorgio
Pollini |
La Dea
Diana
gli da
incitamento
Per
affrontar
il lungo
viaggio
Ma il
bravo
Giorgio
non
prova
sgomento
Da
S.Marino
vien
fino a
Cafaggio,
E tanto
brama
con il
sentimento
Di
prendere
il
cinghiale
per
ostaggio:
Ma la
cosa per
lui
assai
più
bella
E’
sfottere
Luigi
che
padella!! |
| |
|
|
A Marco
Marchesini |
Al
Marchesini
questa
ottava
assegno
Esternando
la mia
ammirazione
E’ un
vero
cacciatore
d’esser
degno
Di tutta
la
nostra
comprensione.
Malgrado
il male,
lui ha
tenuto
impegno
Alla
battuta
vien con
convinzione
D’incontrare
qualche
volta il
cinghiale
E di
sparagli
una
palla
mortale! |
|
|
|
|
A Fabio
Meozzi |
Un
cinghialaio
doc,
trasferito
Nella
città di
Piero ad
abitare
D’essere
nato qui
non s’è
pentito
E non ha
smesso
mai di
cacciare.
Alla
squadra
dà suo
buon’aiuto
Sapendo
anche i
cinghiali
macellare:
Fabio
alla
posta
tien la
vista
attenta
Quando
spara al
selvatico
lo
centra! |
| |
|
|
Ad
Angelo
Mercatelli |
Al pari
d’un
grande
condottiero
Ci guida
il
Mercatelli
alla
battuta,
E’ il
primo
alla
mattina
sul
sentiero,
Con
ansia
noi
aspettiam
la
venuta.
Conduce
la
brigata
da
guerriero
Sempre
dei cani
accresce
ben la
muta:
Cammina
molto,
mai che
lui si
stanchi
Solo è
contrario
di
cacciare
ai “ranchi”!! |
| |
|
|
A Virus
Merendelli |
Un altro
cacciator
prendo
in
visione
Che al
porco
selvaggio
è
convertito,
Ha
ucciso
tante
lepri
con
Vilmone
E di
cacciare,
mai non
s’è
pentito.
Bene
ricordo
il babbo
tuo
“Giubbone”,
Gran
tempra
d’uomo
di
coraggio
ardito:
Caro
Virus
degli
anni
l’hai
abbastanza
Arriverai
a dieci
oltre
novanta! |
| |
|
|
Ad
Anselmo
Meucci |
Rivolgo
il verso
mio al
prode
Anselmo
Grande
amator e
veloce
postino
Bene
alla
posta
tiene il
piede
fermo
E della
macchia
conosce
il
cammino.
Quando
lassù si
scatenò
l’inferno,
Il
selvatico
gli
passò
vicino,
Il
Meucci
l’archibugio
imbracciava
A quel
cinghiale
la vita
terminava! |
| |
|
|
A
Giuseppe
Meucci |
Da molto
tempo
noi ci
conosciamo,
Se mi
ricordo,
t’incontrai
a
cacciare
E’ dal
quel
tempo
amicizia
abbiamo
Che
nessuno
di noi
potrà
scordare.
Cacciavo
là,
sempre
sotto
Scoiano
E tu
Meucci
stavi a
lavorare:
L’augurio
che ti
faccio
ora in
avanti
Che i
cinghiali
ammazzi
tutti
quanti! |
| |
|
|
A Mario
Mondani |
Un
salutone
caro va
al
Mondani
Che è
davvero
un amico
schietto
Ci puoi
contar
per oggi
e per
domani,
Alla
battuta
vien col
suo
schizzetto.
Laggiù
in
“Violeta”
abbaiarono
i cani
Mario fu
pronto
ha
premere
il
grilletto:
Fuggiva
il
cinghiale
sul
fossato
Col suo
schioppino
lui l’ha
fulminato |
| |
|
|
A Otello
Mori |
Buon
sangue
non
tradisce
mai
l’attesa,
Otello
Mori è
cacciatore
ardito,
con
tanti
cani e
con
tanta
impresa
continua
le gesta
del
padre
Benito.
Tiene la
tradizione
sempre
accesa,
Qualche
battuta
di tanto
ha
fallito:
Purtroppo
il suo”Ronaldo”va
da solo
E
scambia
il
cinghial
pel
capriolo!! |
| |
|
|
A Pier
Giorgio
Muccioli |
A
salutare
Giorgio
or
m’incammino
Esperto
tracciatore
di
talento
Nelle
battute
ha fiuto
sopraffino
Bene
mette le
poste
controvento.
E’ ‘l
primo ad
uscire
sul
mattino
Della
bufera
non
prova
sgomento:
Tantissimi
cinghiali
ha
tracciati
Pochi
n’ha
morti e
molti
padellati!! |
| |
|
|
A Mario
Palazzeschi |
Distinto
e
silenzioso
cacciatore
Non si
mette
mai in
nessun
guaio
Collabora
con
perizia
e con
ardore
Col caro
Nilo può
far bene
il paio.
Se del
cinghiale
lui ha
il
sentore
Pronto
si
scorda
d’essere
un
lepraio:
Mira
veloce
su per
la
bindella
Son più
quelli
che
piglia o
che
padella! |
| |
|
|
A
Silvano
Paterni |
Un
Cacciatore
che non
si
scompone
Sia
quando
chiappa
che
quando
padella
Con il
“Bricchetta”è
sempre
in
azione
Su da
“Cafaggio”
e
intorno
alla”Casella”.
Lui
parla
poco e
non fa
confusione,
cammina
lesto
come una
gazzella;
La
carabina
tien
stretta
sulla
mano
Padella
e
ammazza
pur,
bravo
Silvano!! |
| |
|
|
A Piero
Rosadi |
Fra i
primi
cacciatori
del
cinghiale
E’ da
annoverare
il buon
Pierotto,
con il
suo cane
caccia
la
stanziale
in cerca
sempre
di
qualche
leprotto.
Di tanto
in
tanto,
un
peccato
veniale
Quando
al
cinghiale
gliela
fa di
sotto,
Ma
quella
volta
lassù
agli
“scopeti”
Tre bei
cinghiali
a terra
avea
distesi! |
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A
Daniele
Rossi |
Pregiato
cacciator,
bravo
scaccino
Spesso
bisticcia
con
questo e
con
quello,
Ma ve lo
giuro
che non
fa
casino
Il buon
Daniele
ch’è
chiamato
Nello.
Caccia
da solo
come un
clandestino
Però è
sempre
presente
sul più
bello:
Con il
suo
venti a
palla
caricato
tantissimi
cinghiali
ha
sterminato! |
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A
Maurizio
Rossi |
Il Rossi
Maurizio,ossia”Bricchetta”
Caccia
il
cinghiale
con
tanta
passione,
Quando
li
ammazza
li mette
a
cassetta
Stivati
come
massi
sul
furgone.
Col
Paterni
fanno
spesso
coppietta
E
silenziosi
vanno in
postazione:
Maurizio
ai
“ranchi”la
mira ben
prese
Due bei
cinghiali
a terra
distese! |
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A
Fortunato
Senesi |
Tremendo
spergitor,
dai
piani ai
monti,
Dal
lago al
mare non
si ferma
mai,
Le sue
avventure
non
hanno
confronti,
Se te le
dice,non
le
scorderai.
I suoi
cinghiali
s’ergono
a
bisonti,
E le
cartucce
al pari
dei
mortai,
Colorite
son le
sue
maniere
Di
Fortunato,
Vovve o
Bracconiere!! |
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A
Giovanni
Severi |
Vorace
mangiator,
sempre
affamato
Cartocci,
cartoccin,
sporte e
tegami,
Sulla
sua gip
tutto
affastellato:
Funghi,coperte,robe
pacchi
strani.
Buon
cacciator
alla
posta
allertato
Per
ascoltare
l’abbaiar
dei
cani:
Le sue
padelle
non
hanno
misteri
Qust’è”Trippa
di
cuoio”ossia
il
Severi!! |
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A Loris
Senesi |
Peccato
che al
Senesi
il tempo
manca
Per
venire
più
spesso
alla
battuta,
Di
raccomandare
mai si
stanca
Che le
poste
non sian
alla
sprovveduta.
Chiaro è
il suo
dire e
con voce
franca
Vuol che
la
regola
sia ben
tenuta:
Questo
gli
preme e
a questo
s’appella
E non
gl’importa
quando
fa
padella! |
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Ad
Alfideo
Taddei |
Un prode
cacciator,
vive in
S.Leo
Che
notte e
giorno
tien ‘l
fucile
in mano
Ad ogni
animal
fa
“marameo”
Dalla
lepre,
al
capretto,
al
fagiano.
Più
furbo
d’una
volpe è
Alfideo,
Cammina
per il
bosco
piano
piano:
Quando
alla
posta
gli
passa il
cinghiale
Gli
spara il
colpo
ch’è
spesso
mortale! |
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A Marino
Taburini |
La rima
porta
avanti
il mio
pensiero
Che va
volando
là per
valli e
monti
Ed ecco
un altro
cacciatore
vero
Che col
cinghiale
sa far
bene i
conti.
Il suo
schioppo
è un
vecchio
guerriero
Che con
le prede
ha fatto
tanti
incontri:
Ferito
il mio
cinghiale
se ne
andava
Marino
Tamburini
lo
ammazzava! |
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A Paolo
Tamburni |
Se il
colorito
bosco
avesse
voce
Potrebbe
raccontarne
delle
belle
Purtroppo
dentro
il folto
tutto
tace
Di Paolo
non
sappiamo
le
padelle!
Quando
il
cinghiale
se ne va
veloce
Tra
tante
grida e
tante
procelle:
Dalla
canizza
viene
accerchiato
L’ammazza
il
Tamburini
accoltellato! |
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A Lino
Urbinati |
A la
passion
di Lino
io
m’inchino
Ore
d’auto
per
venire a
caccia
E’ un
piacere
a
stargli
vicino
In
compagnia
oppure
sulla
macchia;
di tanto
in tanto
non vede
il
mirino
ma del
cinghial
vede
bene la
traccia:
Ricordo
quella
battuta
lassù al
“prato”
Quando
un
grosso
cinghiale
ha
fulminato! |
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A Dario
Verdelli |
E come
posso
scordare
il
Verdelli?
Corretto
e
stimato
cacciatore,
Purtroppo
con
l’età
siamo
fra
quelli
Che ogni
tanto
vanno
dal
dottore.
Ma,
meglio
ricordare
i tempi
belli
Quando
davvero
si
faceva
amore:
Dario,
t’invio
un
augurio
sincero
Che tu
possa
tornar
come un
guerriero!! |
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A
Stefano
Neri |
Cosa
dirò di
te, o
caro
Neri
Che
raramente
vieni
alla
battuta?
Ma i
versi li
dedico
sinceri
Con la
speranza
della
tua
venuta.
Il
fucile
per te
non ha
misteri
Tieni la
mira
bene
provveduta:
Di venir
spesso
ora ti
faccio
appello
In
Anghiari
dove hai
messo
l’anello! |
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A me
stesso
Franco
Talozzi |
E come
faccio a
parlarmi
addosso
Dopo
aver
burlato
tutti
quanti?
Ma
sottrarmi
al
giudizio
ormai
non
posso
Allor
eccomi
qua, mi
faccio
avanti:
Quella
battuta
a
“Schieto”giù
sul
fosso
Quando
il
cinghiale
mi passò
davanti
Cinque
colpi
sparai
all’animale
Facendo
una
padella
colossale!!
Finito
ho il
mio dir,
or
faccio
festa,
perché
la
storia
ormai
non va
più
avanti,
sicché
di fare
adesso
non mi
resta,
che
ringraziare
tutti
gli
ascoltanti,
ond’io
perciò
piegandomi
la testa
m’inchino
e saluto
tutti
quanti:
sempre
in cor
porterò
la
nostalgia
di
questa
bella e
amena
compagnia!
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