Fasano,dicembre
1969.
Sicuramente
qualche
cacciatore del
centro nord che
ha la mia età
(60 anni) o poco
più o poco meno
e che si è
trovato quella
mattina,si
ricorderà.
C'è una zona che
va grosso modo
da dopo Pezze di
Greco fino a
Montalbano,lato
monti della
strada
provinciale,chiusa
alla caccia dal
1965 (Bandita di
caccia).In paese
si comincia a
parlare del
fatto che a fine
anno la zona
sarà riaperta
alla caccia. Le
notizie si
accavallano e
alla fine arriva
la conferma che
il 1° gennaio
1970 ci sarà
l'apertura.
Ricordo
perfettamente
che gli ultimi
giorni di
dicembre girava
per il paese la
macchina del
circolo dei
cacciatori per
avvertire che"il
1° gennaio si
apre la riserva
di Cisternino".
In tutta la zona
c'erano migliaia
di
tordi,merli,beccacce,lepri.Il
30 dicembre una
delegazione
composta da Bebè,il
suo futuro
suocero
Vito,Paolo ed il
sottoscritto si
reca nella zona
per individuare
il posto
migliore. Sotto
la masseria di "Gianecchia"
ci sembra il
posto ottimale e
stabiliamo anche
le postazioni di
ognuno.
Il giorno
dopo,31
dicembre,non
posso fare un
torto alla mia
fidanzata Lia
che abita a Bari
e quindi vado
con lei al
veglione di fine
anno.
Verso le 3
ritorniamo a
Fasano io e il
fratello di
Lia,Roberto,anche
lui cacciatore.
A Fasano alle 4,
il tempo di
cambiarmi e
andiamo
all'appuntamento
al Bar della
MOBIL in attesa
di zio
Franco,che
arriva anche lui
da Bari,e degli
altri.
E' ancora buio
completo quando
ci avviamo al
posto. Quando
imbocchiamo la
stradina notiamo
molti fari di
auto,fuochi
accesi e voci di
parecchia gente.
Quella mattina
erano arrivati
cacciatori da
tutta Italia.
Scendiamo dalla
macchina e ci
avviamo ognuno
al suo posto.
L'alba è ancora
di là da venire
quando
cominciamo a
sentire gli
spari:la gente
sparava al
riverbero dei
fuochi. Ad un
certo punto
sento il piombo
fischiare vicino
alle orecchie e
allora,gridando
come un pazzo,mi
accovaccio
dietro a un muro
continuando a
gridare per
segnalare la mia
presenza.
Sembrava una
guerra! Quando
fa alba e
incominciamo
tutti a sparare
migliaia e
migliaia di
tordi veramente
sembra di essere
in battaglia! La
canna del mio
Breda in breve
diventa rovente
e veramente sono
costretto a
farla
raffreddare,
perchè non la
posso neppure
sfiorare. Dopo
una sparatoria
incredibile,alle
7,30/7,45 i
tordi sono quasi
spariti. Io ne
ho ammazzati 45
e gli altri più
o meno 20/30,zio
Franco 35. Alle
8 ormai non girà
più niente e ci
ritiriamo
alquanto delusi
perchè pensavamo
di sparare di
più.
Purtroppo però
ci eravamo resi
conto di esserci
messi nel centro
della
sparatoria,mentre
chi
intelligentemente
si era appostato
ai margini della
zona aveva
continuato a
sparare fino a
mezzogiorno. Per
la cronaca il
giorno dopo in
tutta la zona
non c'era un
tordo!!
Certo per me il
ricordo di
Spezzano
Albanese di tre
anni prima non
aveva
confronti,tuttavia
avevo veramente
visto migliaia
di tordi
e,comunque,era
stata una
giornata
importante,una
di quelle da
conservare nella
memoria dei
ricordi per
poter dire un
giorno: c'ero
anchio!