La magia della caccia: i cacciatori, i cani, la selvaggina, i fucili, le cartucce

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Autore: Andrea Vanni

Titolo: Un colpo e via

racconti di caccia

Arriva la terza domenica di gennaio, siamo quasi alla fine del periodo di caccia, ormai mi sento quasi un veterano della squadra, anche considerando il fatto che ci sono alcuni cacciatori della squadra che non hanno fatto nemmeno un tiro o al massimo una padella e quindi ci potrebbe stare la sensazione di non esser visto di buon occhio da alcuni. Arriviamo al punto di ritrovo in orario giusto per estrarre il numerino (anche perché i numeri ce li abbiamo noi e quindi finchè non arriviamo le poste non le assegnano). C’è un problema, siamo in diciotto, canai compresi, quindi alcuni di loro devono stare di posta. Preso il numero un cacciatore mi fa <<Andrea, attento che oggi passa dalla tua posta, lo richiappi>> quasi volendomela gufare; io rispondo <<speriamo!>>. Siamo nuovamente vicino ad un fosso ma l’acqua questa volta scorre lenta senza fare tanto rumore; davanti alla nostra destra c’è un masso enorme al cui lato c’è un viottolo molto transitato dai cinghiali, la posta è in discesa e sulla sinistra in basso scorre il torrente, ovviamente non mancano gli alberi e la vegetazione che lasciano intravedere molto poco. Le altre poste non si vedono. Essendo in pochi siamo posizionati nei punti ritenuti più strategici, quindi se il cinghiale passa da una posta è quasi come indovinare un terno al lotto.

Per radio si sente dire che non c’è niente, passano le ore fino a quando si sente uno sparo in lontananza che fa quasi eco, per radio si sente una conversazione affannata tra due canai: lo hanno trovato! <<sparate sulla destra!>> e poco dopo bom bom iniziano a sparare per cercare di mandare verso le poste i o il cinghiale. Ci siamo! Scarica di adrenalina e il cuore inizia a ballare nel petto, tanto che devi aumentare anche il respiro per stargli dietro, te lo senti quasi in gola che batte accelerando. Sul letto del torrente si sentono ciottolare sassi, c’è qualcosa: è un capriolo bello grosso che guardingo sta percorrendo il torrente passando anche nell’acqua alta, quasi per far perdere l’odore e disorientare i cani al seguito, attendiamo che ci abbia superato e poi ci facciamo sentire battendo le mani: spaventato, il capriolo in due balzi salta nell’acqua quasi come un motoscafo e si allontana uscendo dalla zona di caccia. Scendiamo al torrente per rimandare indietro i cani e riprendiamo posizione alla posta. Dopo un ora, quando ormai stavo già assaporando la bistecca da cuocere alla brace, alla radio si sente dire che hanno trovato qualcosa, ricominciano a sparare di qua e di la, anche urlando, i cani abbaiano e si dirigono verso di noi, sono attimi, mi preparo al tiro ma non so da dove arriverà il bestione, sempre che di cinghiale si tratti e che passi da dove sono io, il cuore pompa come un dannato, gli orecchi sono tesi a captare il minimo rumore strano. Eccolo il rumore, dal greto del torrente proviene un ciottolio di sassi e poi lo vedo, nero, un bestione che sta trottando seguendo quasi lo stesso percorso del capriolo di prima. Ci sono alberi tra me e lui e qualche radura, ma è ancora presto per tentare il tiro, attendo che si avvicini ancora, poi quando è sulla perpendicolare tra me e il torrente dove c’è uno slargo tra la vegetazione, bam sparo! Dopo il tiro, nell’ipotesi di averlo ferito, lo cerco più a valle, nel letto del torrente, da dietro la querce a cui ero vicino, ma non vedo niente, faccio un balzo in avanti e scendo verso il torrente.

Il cinghiale è sdraiato appena bagnato dall’acqua, completamente immobile. Arrivano i cani, ci sono tutti non ne manca uno e inizia la danza dei morsi e degli abbai, anche loro sono eccitati e intimoriti allo stesso tempo al cospetto di questo bestione. L’ho colpito dietro la testa, sulla spina dorsale e l’animale è morto quasi sul colpo. Era un maschio di 80 kg, enorme, in due facemmo molta fatica a trascinarlo fuori dall’acqua. Delle tre catture fatte quella domenica, fu il più grosso, per me il più grosso in assoluto.

Dopo questo anno di divertimento ho deciso di segnarmi al corso per prendere il porto d’armi uso caccia.

 

 
 
 
 

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