Il porto d’armi
è preso, è una
fresca mattina
di Novembre, le
poste sono
posizionate in
parte lungo un
torrente e in
parte nei
campi...io sono
sull’argine di
una stradina che
si snoda nel
bosco tra
torrente e
campi, sono solo
alla posta,
ormai ci posso
stare
(legalmente
intendo).
La posta alla
mia destra è
nascosta da un
argine, non ci
vediamo. Nemmeno
quella di
sinistra è
visibile, perchè
oggi ci sono
meno poste e
quindi sono
state messe nei
punti ritenuti
più strategici.
Non si sentono
spari ne
canizze, tutto
tace, anche la
radio...i canai
sono lontani, e
la morfologia
della zona non
aiuta le
comunicazioni
radio,
figuriamoci
sentire le urla
o i cani.
Provo a
contattare mio
babbo, che è
qualche posta
più in la, via
radio...<< se
senti qualcosa,
avvertici,
perchè qui non
si sente
nulla>>. Passano
le ore, ogni
tanto faccio le
prove per
imbracciare la
carabina mirando
sui passi da
dove penso
spunti il
cinghiale. Ci
siamo, vengo
avvertito via
radio che hanno
iniziato a
sparare, ma da
dove sono io non
si sente nulla
di nulla.
Dopo una
mezz’oretta,
alla mia
sinistra sento
sparare, prima
due colpi
ravvicnati poi
dopo pochi
secondi ancora
altri tre spari
e sento il mio
babbo gridare <<
attenti di
sopra...torna
indietro!!>>
Eccolo, lo
sento, qualcosa
sta correndo nel
fitto del bosco,
parallelamente
alla strada dove
sono io;
intravedo
qualcosa di
scuro, ci siamo,
è il bestione..ma
si ferma ditero
ad un folto
cespuglio a 7-8
metri da me...non
lo vedo, so che
è li dietro ma
non lo vedo per
poter tirargli
in sicurezza. Si
è fermato ad
ascoltare, prima
di tuffarsi
dall’argine
sulla strada...mi
preparo, prendo
la mira pronto
in attesa del
balzo...resto
immobile, potrei
spostarmi per
provare a
vederlo, ma se
mi sente sono
fottuto, si gira
e se ne va!
Attendo...quegli
istanti sembrano
minuti...poi ad
tratto, parte
come un missile
e si tuffa nella
strada per
attraversarla.
Sparo, il primo
colpo finisce
alla base di una
querce, il
secondo finisce
nella strada e
anche il terzo
va a vuoto. Il
Diavolo Nero è
saltato
sull’argine dove
sono io, a pochi
metri da me,
tagliando la
strada in
perpendicolare.
La
vegetazione è
fitta alle mie
spalle, provo ad
abbassarmi ed
andare un po
indietro e lo
vedo, o meglio
vedo una macchia
scura svanire
tra le piante,
sparo il quarto
colpo e poi il
quinto ed ultimo
sempre in
direzione della
macchia scura
che si sposta
veloce nel folto
della
vegetazione.
Accidenti!! Se
ne è andato...
Alla radio sento
il mio babbo che
chiede <<l’avete
preso? Le prime
cinque gliele ho
tirate io ma nn
l’ho preso>>
Nooo non ci
credo...cinque
lui e cinque io
è s’è mandato
via!!! Che
figura!!
<<Babbo, gli
ho tirato io,
ma...è andato
via>>
e il capocanaio...<<Bravi!
Allora rimandate
indietro i cani>>
<<10 colpi!!
E non è morto
nemmeno di
paura?... >>
Ricarico. Il
signore alla
posta alla mia
destra si fa
vedere e fa un
gesto come
dire...l’hai
preso?...Si va a
vedere dove si
era fermato,
vedo il primo
colpo finito
sulla quercia...cerco
tracce di sangue
ma
niente....cerchiamo
ancora sulla
zona dove è
finito il
secondo
proiettile...nulla...nemmeno
sul terzo...il
quarto e il
quinto, li ho
tirati nel fitto
della
boscaglia...vado
a vedere...mi
chino per
entrare, si
passa male...è
pieno di rami e
foglie...non si
vede nemmeno
dove era il
cinghiale quando
gli ho sparato...ma
si vedono alcune
foglie un po
smosse.
Sono le sue
traccie...vado
ancora avanti
sulle foglie..poi
ad un tratto
eccoci ci
siamo...c’è una
goccia di sangue
più o meno nella
zona del quinto
colpo...<<ho
trovato del
sangue sul
quinto colpo...vado
a vedere più in
la>> dico
via radio. Il
terreno presenta
una discesa.
Vado avanti
qualche decina
di metri...poi
ad un tratto lo
vedo. Il
cinghiale è
disteso.
Immobile. Torno
indietro verso
la posta. <<
è morto, è morto>>
dico via radio.
La belva pesava
si e no 50kg,
non grandissimo
ma comunque peso
da trascinare
fino alle
macchine.
Per battuta gli
hanno detto al
mio babbo <<
meno male che
c’è il tu’
figliolo che
rimedia a’ tu’
errori!!>>