E' Dicembre,
lungo il
fiume,
all'altezza
del vecchio
mulino dove
un tempo la
macina
polverizzava
il grano
spinta
dall'acqua
incanalata
ad arte
dall'ingegno
dell'uomo,
seduto in
compagnia
dei miei
setters mi
rifocillo
con il
panino
sapientemente
preparato
alle cinque
di mattina
li' a casa
mia.
La neve
inizia a
scendere
prima
timidamente
poi sempre
con maggiore
forza si da
imbiancare
quello che
sino a poco
prima era
grigio o
verde
marcio.
Beccacce
neanche a
parlarne,
qualche
tordo ma io
per mia
scelta,
quando
decido di
predare un
selvatico
sparo solo a
quello e a
null'altro.
La mente
nell'ovattato
silenzio
vaga e
ricorda le
cose piu'
strane.
Ricordo il
primo giorno
che mi recai
li' dove mi
trovo ora.
Sul tronco
della
vecchia
quercia
proprio
sopra la mia
testa un
rampicante
di uva
fragola
emanava il
suo aroma,
d'intorno,
in basso, i
pioppini
vicino allo
scheletro di
un albero
facevano
cespuglio
giallastro.
L'acqua nel
canale
scorreva
vorticosa,Due
pipistrelli
all'interno
del mulino
dormivano a
testa in
giu' appesi
alla trave
portante.
Ricordo
ancora le
macchie di
canne,un
tempo
abbondanti e
rigogliose,ricovero
di
porciglioni
e
gallinelle,
le piu'
predate da
noi
ragazzotti
inesperti e
padellatori.
Di fronte la
collina
degli
olivi,ricchezza
e croce dei
contadini
della
zona,miniera
inestimabile
di tordi e
storni nei
mesi di
ottobre e
novembre.
Penso
all'approssimarsi
del Natale
ai regali
per mia
figlia alla
felicita' di
mia moglie
nel vedere
la nostra
taverna
festosamente
addobbata e
pronta a
ricevere
parenti ed
amici per la
cena della
vigilia. Un
rapido
movimento ai
miei piedi
attira la
mia
attenzione,un
piccolo
pettirosso a
pochi
centimetri
da me si
ciba delle
briciole del
mio pane. Lo
guardo
focalizzo la
sua macchia
rossa e mi
viene in
mente un
ricordo ;la
favola
natalizia
del mio
Masetro
elementare.
Il racconto
del
pettirosso.
Quando
nostro
Signore
Gesu' era
sulla croce
un piccolo
uccellino si
approsimo'
al suo capo,
era un
uccellino di
pochi colori
ma ricco di
tanto amore.
Con il suo
becco tolse
dal capo di
quell'uomo
fatto Dio
una spina
conficcata
sulla sua
fronte. Era
la spina
della corona
di acacia.
Nel far
questo il
suo petto si
macchio' di
sangue. Da
allora per
il suo gesto
di amore
nostro
Signore
volle che la
macchia
fosse
all'infinito
il segno di
tanta
generosita'.
Ancora oggi
questo
piccolo
uccellino
cantore
dell'avvicinarsi
della
stagione
fredda
presenta sul
suo petto
quel rosso
che servi' a
renderlo tra
i piu'
colorati
uccellini
canori delle
nostre
terre.
E' l' ora
del rientro
mancano
diversi
chilometri
per
raggiungere
l'auto.
Prima del
ritorno un
pensiero.
Buon Natale
a tutti voi
ed alle
vostre
famiglie.