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MA CHI SONO I
CACCIATORI ITALIANI
Il questionario non ha
pretese statistiche, ma vuole essere un elemento che,
attraverso la collaborazione degli utenti del sito,
fornisca utili indicazioni sui gusti e sulle tradizioni
venatorie nazionali e permetta al webmaster di mirare
sempre più i contenti sulle aspettative dei cacciatori
che frequentano il sito.
Il presente questionario è
il primo di una serie che mira ad approfondire le
conoscenze sul patrimonio venatorio nazionale. Altri ne
seguiranno, specifici sulle armi, sulle munizioni, sui
cani, sulle abitudini venatorie.
Alcuni elementi però già
appaiono da queste prime, anche se consistenti,
compilazioni:
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molti più cacciatori
di quanto era logico aspettarsi frequentano la rete
internet alla ricerca delle informazioni venatorie e
tanti hanno voglia di interagire attraverso la
compilazione del
questionario o la registrazione alla
newsletter del sito;
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i cacciatori italiano
per la maggior parte non sono monotematici; in pochi
effettuano una sola caccia specialistica, mentre la
maggior parte di loro pratica cacce diverse a vari
selvatici, rappresentando l'eterogeneità di
territorio e selvaggina presente sul territorio
nazionale;
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molti possiedono un
pluralità di armi da caccia ma nello specifico della
quotidianità venatoria preferiscono l'uso di
semiautomatico o carabina semiautomatica;
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i cacciatori non sono
sparatori e la maggior parte di loro non raggiunge i
500 colpi sparati in una stagione venatoria;
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la caccia all'estero
resta ancora una chimera o esclusiva di pochi. La
maggior parte di essi non si muove dal territorio
nazionale. Elemento ancor più significativo i
cacciatori sono molto legati al loro territorio e
percorrono pochi chilometri per le proprie battute
di caccia;
-
Molti nella pratica
venatoria utilizzano cani; tra quelli da ferma la
parte del leone è data dal setter inglese, seguito a
distanza da pointer ed epagnuel breton. Purtroppo le
razze nazionali sono sottovalutate dai cinofili
nostrani. La rivincita si ha tra i cani da seguita
ove il segugio italiano stacca nettamente il beagle,
relegando in misere posizioni i tanto decantati
segugi francesi. L'utilizzo del cane da cerca è
ancora limitato ma tra questi lo springer spaniel è
di gran lunga il preferito.
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Infine la
comunicazione e il rapporto che i cacciatori hanno
con essa. Essendo utenti internet la maggior parte
di loro conosce oltre al nostro molti altri siti, in
particolare quelli storici quali
ilcacciatoreitaliano.com, scolopaxrusticola.com,
migratoria.it. Delusione sul livello di conoscenza
che i cacciatori/navigatori hanno per i siti delle
proprie associazioni venatorie e delle industrie
armiere. Il panorama delle molte riviste di settore
presenti sul mercato premia ancora la storica Diana,
ma altre si stanno facendo strada nel gradimento dei
consumatori. Le riviste associative sono scarsamente
gradite.
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Infine un fenomeno
recente quanto internet: caccia e televisione. Un
quarto dei votanti al questionario ha l'abbonamento
a caccia e pesca TV, elemento significativo per la
volontà dei cacciatori di ampliare la propria
cultura venatica e mantenersi legati alla passione
per tutto l'anno, anche quando la caccia è chiusa.
Riccardo Ceccarelli |