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RACCONTI DI CACCIA

I racconti di caccia degli appassionati

Questa sezione è dedicata a tutti coloro che vorranno inviarci dei racconti da pubblicare su persone, cani e vicende venatorie. Tutti noi abbiamo mille avventure da raccontare, e anche se possono sembrare banali è nostra intenzione dare voce alle vostre emozioni. Inviatecele via e.mail le pubblicheremo. marketing@cacciainfiera.it

SETTEMBRE 1979: PRIMA GIONATA DI CACCIA

Terza domenica di settembre 1979 e prima giornata di caccia, gli occhi gonfi di sonno per l'emozione del grande avvenimento;aspettavo da troppi anni con una grande nostalgia come di passione già vissuta, da piccolo rimanevo incantato ad ammirare quadri di nature morte a tema venatorio, e sognavo ad occhi aperti aspettando la maggiore età; la mia voglia non era dettata da imprinting , non c'era tradizione venatoria nella mia famiglia ma io sognavo la caccia e tutto il mondo che la circonda.

Loreto scioglie i due segugi italiani del nostro amico Attilio, che con voce autorevole iniziano a dissipare la "passata" notturna della lepre di montagna, dopo lo scovata e l'avvincente seguita vedo il "vecchio" Arcangelo che spiana la sua Beretta 409 e con una Frichillucci 12 del 5

fulmina l'astuto selvatico.Anche la seconda lepre è incarnierata da Arcangelo,classe 1912,che per l'emozione prova varie imbracciate e alla fine spara inginocchiato. 

La terza sciolta è su un maschio che nella passata stagione aveva fregato varie volte la squadra , la seguita è una sinfonia con le voci che rimbombano per i lunghi valloni delle cimate di Collelongo, dopo circa quattro ore, e all'ennesimo fallo i due cani sembrano stanchi e quando stanno per mollare, Attilio libera il giovane segugio nerofocato,Sirio, che aveva tenuto sempre al guinzaglio, allo " squittire" dell'allievo ripartono Polo e Falco.

Passano i minuti scanditi dalle tre voci così ben assortite e intonate, sono alla rimessa e con il cuore in gola aspetto il grido della scovata ,ho la Bernardelli S.Uberto FS del 1952 in mano e il calcio all'inglese sembra scivolarmi,quasi avrei preferito il brutto a pistola,lo scovo arriva repentino e mi fa accapponare la pelle,la seguita viene verso di me e allora tolgo la sicura e con gli occhi che schizzano da tutti i lati controllo i vari sentieri, ecco che il vecchio leporide viene verso di me dall'alto della cimata,di colpo sono calmo e sento le voci dei cani ovattate, spiano la doppietta e premo il primo grilletto, lo scoppio squarcia l'aria e la lepre rotolando viene a morire ai miei piedi. Come spesso succede gli scaltri muoiono per mano,e culo, dei novelli.

Ancora adesso sento quella dolce sensazione,frammista anche di dispiacere per un selvatico spento,che solo chi è baciato da Diana sa ascoltare.

Giovanni di Gianfilippo


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