FUCILI A CANNA RIGATA

CARABINA  BLOCCO CADENTE


LA CARABINA A BLOCCO CADENTE CELEBRATA CARABINA QUIGLEY MOLTO UTILIZZATA NELLA CACCIA IN NORD AMERICA

CARABINA DA CACCIA A BLOCCO CADENTE

carabina da caccia blocco cadente

Nel tempo un grande numero di tipologie di chiusure per armi a retrocarica sono state realizzate dalla fervida mente dell'uomo, alcune hanno contraddistinto epoche ben precise e anche se abbandonate costituiscono eccellenze balistiche per le quali mai è possibile dire la parola fine. Tra queste le carabine monocolpo a blocco cadente che hanno preceduto sistemi a ripetizione sia ordinaria che automatica.

Armi il cui sistema di chiusura consentiva anche la cameratura di calibri potenti e armi che proprio prima dell'avvento dei sistemi di ripetizione hanno permesso la trasformazione economica dei fucili ad avancarica in retrocarica. In molto del loro sviluppo c'è lo zampino delle commesse militari e delle ingenti risorse messe a disposizione dai governi per ammodernare i propri arsenali.

Perché blocco cadente

La logica di questo otturatore parte dal fatto che, essendo ancora nell'epoca del monocolpo, molte delle carabine ad avancarica presenti sul mercato (sia civili che militari) o venivano buttate semplicemente via o si trovava la soluzione per renderle adeguate alla nuova epoca della retrocarica. Spinte in questa direzione avvenivano in particolari e dai loro arsenali. Su questa linea si mossero perciò menti geniali di qua e di la dall'oceano (Sharp, Farquharson, Martini). 

Il concetto su cui lavorarono alacremente fu quello di mantenere inalterato o quasi l'affusto della carabina e lavorare sul sistema di otturazione posteriore. Nacque perciò un logico blocco cadente di chiusura che manteneva quasi inalterate le dimensioni di una carabina inserendo però una culatta.

All'interno di questa si alloggiava un otturatore prismatico che scorrendo in senso verticale liberava l'accesso alla camera di scoppio consentendo l'inserimento della cartuccia. Sistema geniale se vogliamo, quello dell'otturatore prismatico, che consentiva realizzazioni industriali di buona precisione (essendo un parallelepipedo) anche con le macchine dell'epoca non dotate della puntualità operativa di quelle attuali. 

Proprio per lo scorrimento verticale del "blocco cadente" consentiva di non dover allungare troppo la culatta reingegnerizzando completamente la vecchia arma ad avancarica. L'abbassamento del blocco verso il basso e la sua risalita in posizione di chiusura avvenivano grazie all'azione di una leva posta nella parte inferiore dell'arma che poteva anche funzionare come nel sistema Sharp da ponticello. 

Grandi realizzazioni 

Grandi menti e grandi realizzazioni furono quelle che realizzarono le carabine a blocco cadente. Christian Sharps fu l'ideatore americano di quel sistema tanto apprezzato dai militari US e da tutti coloro che si dedicavano alla caccia su prede importanti. Lo Sharp, recentemente celebrato nel film "Carabina Quigley" è carabina a blocco cadente dotata di cane esterno il cui armamento è manuale e i leveraggi e molle piatte sono poste su una piastrina esterna alla stessa stregua di quelli posti sulle doppiette cani esterni a molla indietro.

Lo Sharp che fu realizzato in varie versioni e lunghezze di canna era camerato con l'eccellente munizione 45-70. E' oggi prodotto in replica per il piacere degli appassionati dalla Davide Pedersoli.

Farquharson, scozzese di origine ben presto varcò l'oceano ed approdò prima in Canada e poi negli Stati Uniti. Il suo sistema di culatta era molto simile a quello di Sharp mentre aveva scartato il cane esterno preferendogliene uno interno con sicura gestita da una leva laterale posta sulla culatta. Anche questo sistema ha avuto la sua celebrazione nel film "Spiriti nelle tenebre" ove si da la caccia a due leoni antropofagi. E proprio l'entrata in sicura dell'arma è uno dei punti salienti del film.

Il sistema Martini (ideato dallo svizzero Friedrich von Martini) prevedeva a seguito dell'abbassamento della leva inferiore una rotazione verso il basso della culatta che liberava l'accesso all'inserimento della cartuccia). Derivato da concetti meccanici già realizzati nella carabina militare Peabody, differiva da questa per il cane interno e non esterno. Martini lavorando assieme al cannoniere inglese Henri realizzò l'ultimo fucile monocolpo dell'esercito britannico in calibro .45 (equivalente a 11.43 mm) e come dicevano i soldati scalciava come un mulo.

Abbandonato il monocolpo militare in favore della ricarica ordinaria, il sistema a blocco cadente ha continuato ad essere considerato un eccellente sistema per tutte quelle cacce ove non serve la ripetizione immediata del colpo (caccia di selezioni). Alcuni ardimentosi lo hanno utilizzato camerato in calibri a africani (.500 NE, .505 Gibbs, .500 Jeffery) anche per cacce - tipo bufalo - ove l'express data maggiore sicurezza sul selvatico ferito.

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